Il sindaco Cacciari: "Non muovetevi di casa". Nell'Alessandrino ancora senza esito le ricerche del 21enne disperso dopo che l'auto è stata travolta da un torrente. Il fiume Po è salito di un metro e mezzo in un giorno
Roma, 1 dicembre 2008 - Venezia sotto l’acqua. Come non succedeva da tempo. E oggi 1 dicembre 2008 sarà una data da ricordare. Perché, tra le 10 e le 11 del mattino, la marea ha toccato 156 centimetri. Lo spettacolo della città sospesa nell’acqua, che tanto piace ai turisti, è però una preoccupazione per le innumerevole opere d’arte che hanno la residenza nel capoluogo veneto. Per fortuna, nel corso della giornata, l’allarme è un po’ rientrato. E il ministro della cultura ha assicurato il proprio impegno.
Le previsioni non permettono l’ottimismo ma Venezia, guardando al passato, ha superato questo e altro. Gli storici ricordano che il primo febbraio 1986 si arrivò a un metro e 58 centimetri. Il record dell’alta marea a Venezia rimane quello del 4 novembre 1966, quando il mare entrò in laguna portando la distruzione, e la città fini sotto 194 centimetri d’acqua. A dare un aspetto ‘giocoso’ a tutte queste emergenze, in Veneto, c’è anche il fatto che a Chioggia una sposa sia arrivata all’appuntamento con il promesso sposo in barca. La cronaca racconta che dopo aver recuperato una piccola imbarcazione abbiano raggiunto a mezzogiorno il palazzo municipale, dove poi si è celebrata la cerimonia.
La situazione è seria comunque in tutto il centro nord e ci sono state anche due le vittime in Friuli Venezia Giulia, in provincia di Udine: un uomo di 68 anni è morto travolto da un muro caduto per il forte vento e un kosovaro di 22 anni è morto in un incidente stradale mentre imperversava un forte temporale. Mezzi spargisale e spazzaneve sono entrati in azione alle prime ore dell’alba per limitare i disagi causati dalle nevicate che, dalla notte, hanno colpito Piemonte e Liguria. Il manto bianco ha coperto le principali arterie autostradali. A Genova, una frana si è abbattuta in via di Creto, dopo la chiesa di San Siro, sulla strada che collega la Val Bisagno alla Valle Scrivia.
All’altezza della frana la strada è stata chiusa dai tecnici del Comune. Poco dopo le 12 è comunque cessato lo stato d’allerta per la Liguria.
La Protezione civile ha comunque revocato il preallarme neve per la Lombardia. Poco più in giù, in Emilia Romagna, tra pioggia, raffiche di vento e nevischio, si deve riportare anche l’intervento, a Bologna, dei volontari dell’associazione City Angels, che hanno lanciato una campagna per raccogliere coperte, sacchi a pelo e vestiti.
In Trentino, invece, l’allarme da maltempo è realtà. Con black out elettrici, strade interrotte per la caduta di alberi, paesi isolati, scuole chiuse. La protezione civile, in alto Adige, è stata mobilitata. I problemi maggiori si sono verificati in Val di Non, in Val di Sole, in Val di Cembra e nella zona di Pinzolo e Campiglio. Alcuni paesi risultano isolati. Alcuni sindaci hanno emesso apposite ordinanze per la chiusura delle scuola. Nel corso della giornata sono arrivati a 60 mila gli utenti non serviti da energia elettrica a causa di interruzioni su cabine e linee. Tre persone, poi, sono rimaste leggermente ferite su un treno della ferrovia della val Venosta che è stato colpito da un albero caduto sotto il peso della neve. E in Val Pusteria, a San Candido, dove è caduto un metro di neve, manca da questa notte la corrente, e questa mattina erano senza elettricità anche i Comuni di Dobbiaco, Brunico e Perca. Situazione simile in Val Venosta, dove sono stati al buio diversi centri abitati.
Una nevicata come quella che ha interessato tra ieri e oggi le Dolomiti non si ricordava dal novembre del 1985. Anche per questo c’è regime di massima allerta per il rischio valanghe, per le quali viene indicato un pericolo di livello 4 in una scala da 1 a 5. In Friuli Venezia Giulia, ci sono state nevicate, bufere di pioggia e tempeste di vento con raffiche fino a 140 chilometri orari. E disagi ci sono stati anche a Trieste, e nei paesi della provincia. Il vento, unito a un “eccezionale fenomeno di acqua alta”, ha causato anche l’allagamento del centro storico di Grado (Gorizia) e di altre località lungo la costa. E il Po, nel suo lungo percorso, ha aumentato la sua portata di molti punti percentuali, facendo registrare una crescita fino a 150 centimetri, in alcuni punti.
Al sud ed al centro, a partire dall’Abruzzo, dalle zone interne di Molise e Basilicata, la giornata di oggi è stata ancora una volta di massimo impegno per gli uomini e le donne della Protezione civili, dei vigili del fuoco delle forze dell’ordine.
Su Roma si è abbattuto un violento temporale. E tanti sono stati i disagi per allagamenti e altro, che hanno costretto i pompieri ad un super lavoro, con circa 130 gli interventi effettuati. Un albero è caduto sulla rete aerea della linea tranviaria 8 collega la zona di Casaletto a Largo Argentina. Anche a Napoli il vento forte e la pioggia battente stanno creando parecchi disagi.
Alberi spezzati, intonaco e pezzi di cornicioni caduti hanno impegnato i mezzi di soccorso e le aziende municipalizzate. In Sicilia, poi, rimangono bloccati i collegamenti tra l’isola e le sue sorelle minori. Il mare mosso ha impedito la notte scorsa, al traghetto per Linosa e Lampedusa di salpare da Porto Empedocle. Fermo, nel porto di Trapani, è rimasto anche il traghetto per Pantelleria. Nessun collegamento via mare neppure per l’isola di Ustica. Regolari, ma con qualche difficoltà i collegamento con le isole Eolie. A Palermo, poi, si sono registrati anche ritardi nell’attracco delle navi.