Inizio di settimana con forti perdite per tutti i listini europei sulla scia della borsa di New York. A Milano il Mibtel ha perso il 5,36% mentre l'S&P/Mib ha chiuso con un meno 6,25%
Milano, 1 dicembre 2008 - Le borse europee chiudono con pesanti cali la prima seduta della settimana, sulla scia dell’andamento decisamente negativo di Wall Street, che perde terreno dopo cinque sedute di rialzi. Sui listini pesano le prese di beneficio dopo i guadagni della settimana scorsa, oltre ai dati macro negativi sul settore manifatturiero e immobiliare negli Stati Uniti, diffusi oggi. Inarrestabili le perdite di Wall Street, con i listini che perdono tutti più del 7 per cento. Il Dow Jones brucia 652,39 punti (-7,39%), a quota 8.176,65 punti mentre il Nasdaq scivola di 125,05 punti (-8,14%) a 1.410,52 punti. In rosso anche lo S&P 500, che arretra di 73,87 punti (-8,24%), a 822,37 punti.
Ad appesantire i listini europei, in rosso dall’avvio della seduta, sono soprattutto le conseguenze della recessione dell’economia reale: i timori degli investitori si concentrano sull’andamento delle vendite nel periodo natalizio. Il Dax ha chiuso in calo del 5,88%, il Cac40 del 5,59%, il Ftse100 il 5,19%. Chiusura in forte calo anche a Piazza Affari: il Mibtel ha perso il 5,36%, l’S&P/Mib il 6,25%.
La giornata era iniziata male per le borse europee, dopo la chiusura in netto calo di Tokyo: le perdite iniziali si sono accentuate a metà seduta per poi aumentare dopo l’avvio in calo di Wall Street e ancora di più sul finale.
Sui listini hanno pesato le cattive notizie sul fronte immobiliare e manifatturiero provenienti dagli Stati Uniti: l’indice Ism manifatturiero a novembre è sceso ai minimi degli ultimi 26 anni a causa del calo dei nuovi ordini, mentre le spese per costruzioni in ottobre sono calate più delle previsioni, segno del continuo rallentamento del mercato immobiliare.
L’industria manifatturiera è in crisi in tutto il mondo, dall’Asia all’area euro, dalla Cina agli Stati Uniti. In Europa in particolare gli indici di settore sono ai minimi storici: a novembre l’indice Pmi dell’area euro è calato per il sesto mese consecutivo. Tra i settori oggi hanno sofferto soprattutto le materie prime, seguite dai titoli energetici e dalle utilities.
Da alcuni documenti ufficiali è emerso che il presidente americano George W. Bush sapeva che il settore dei mutui americano sarebbe entrato in crisi ma è intervenuto con quasi un anno di ritardo. I primi segnali di allarme, ignorati dall’amministrazione Usa, furono lanciati da molte istituzioni già dal 2005.