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CLINTON TELEFONA A PUTIN IL GIORNO DI CAPODANNO
Il Presidente Usa ha sollevato la cornetta del 'telefono rosso' per dieci minuti di colloquio con il neo presidente russo. Gli ha fatto le sue congratulazioni e gli ha assicurato che i loro rapporti hanno avuto « un buon inizio»

Il Presidente Usa ha sollevato la cornetta del 'telefono rosso' per dieci minuti di colloquio con il neo presidente russo. Gli ha fatto le sue congratulazioni e gli ha assicurato che i loro rapporti hanno avuto « un buon inizio»
WASHINGTON, 1 GENNAIO - Il presidente americano Bill Clinton non ha perso tempo a dare la sua simbolica 'investiturà al delfino designato dell'ex presidente russo Boris Ieltsin, uscito ieri di scena. Nel giorno del Capodanno 2000 ha sollevato la cornetta del 'telefono rossò per dieci minuti di colloquio con Vladimir Putin. Gli ha fatto le sue congratulazioni e gli ha assicurato che i loro rapporti hanno avuto « un buon inizio». Ovviamente, il portavoce di Clinton, Joe Lockhart, ha riferito che nella i due leader « hanno preso atto anche delle loro divergenze», in particolare sull'intervento militare russo in Cecenia. Ma l'accento è stato posto, non ha esitato ad ammettere il portavoce di Clinton, sul fatto che « le due parti hanno anche molto in comune». Putin ha colto la palla al balzo sottolineando « i contatti positivi, avuti in passato, (quando era solo primo ministro) con Clinton», sottolineando che Mosca e Washington «sono sempre insieme sui punti fondamentali». «Mi sembra che Putin riconosca l'importanza dei rapporti con l'Occidente», ha fatto eco Sandy Berger, il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca. «In tutti i nostri contatti - ha proseguito - la premessa è sempre stata che siamo qui per risolvere i problemi. Al di là , comunque, dell'ottimismo clintoniano, le improvvise dimissioni di Ieltsin e l'ingresso in scena di Putin hanno colto di sorpresa gli esperti americani, che nei primi commenti si sono soffermati sull'incognita dell'effettivo valore e degli obiettivi di Putin. La politica Usa nei confronti della Russia, concordano gli osservatori, si è basata finora, in gran parte, sul rapporto personale tra Ieltsin e Clinton, un rapporto che si esprimeva in«abbracci spontanei e impulsive baruffe». «Abbiamo avuto i nostri dissapori e i nostri litigi - ha detto Clinton nei suoi primi commenti sul ritiro di Ieltsin - ma mi piaceva perchè è stato sempre franco con me. Ha sempre fatto ciò che aveva detto di aver deciso di fare». « Putin, invece, è un enigma. Ha un carattere freddo. È serio e studiato. È intelligente e difficile da 'leggerè», ha commentato un funzionario della Casa Bianca. Dove non nutrono dubbi gli esperti è sui motivi dietro il il 'colpo di scenà di Ieltsin: con la popolarità di Putin in forte ascesa sull'onda della campagna militare in Cecenia, uscire di scena subito e indire elezioni presidenziali fra tre mesi anzichè i sei preivisti dalle scadenze naturali aumenta sensibilmente la sua probabilità di vittoria. In cambio, come ha fatto notare l'ex capo della Cia Robert Gates, 'Corvo Biancò ha ricevuto la preziosissima immunità penale. «Uno dei fattori era senz'altro il desiderio di avere la protezione politica di Putin, per lui ma anche per la sua famiglia», ha detto Gates in un'intervista alla rivista 'Timè. «Ieltsin e la sua famiglia sono ossessionati da uno scenario tipo Caucescu - ha confermato Andrew Meier, un altro esperto - non c'e dubbio che non sarebbe mai uscito di scena senza la garanzia dell'immunità». Sulla scommessa delle elezioni anticipate, gli Usa non considerano affatto scontata la vittoria di Putin. «Se le cose vanno male in Cecenia - ha detto un alto funzionario della Casa Bianca - lui potrebbe trovarsi inghiottito dalla stessa onda che ora cavalca pieno di confidenza».
CECENIA, NESSUNA TREGUA PER IL CAPODANNO
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