Gay Pride: parla il filosofo Gianni Vattimo

FIRENZE, 2 GIUGNO - Non va per il sottile Gianni Vattimo, filosofo, da sempre impegnato nella battaglie per i diritti civili e contro ogni forma di intolleranza, anche quella nei confronti degli omosessuali. "Sono sbalordito - esordisce il professore - Non si può dare in affitto per un anno intero la città di Roma al Vaticano e vietare ogni altra manifestazione non conforme. Vietare, imporre limiti alla libera espressione è una rinuncia grave alla laicità di uno Stato. I liberali, di destra o di sinistra che siano, non possono che pensarla così, prova ne sia l'intervista che ho appena letto di Costa, un uomo non certo di sinistra ma comunque liberale.

Lei però è un intellettuale, e chi governa - in questo caso il presidente del consiglio Amato e il sindaco di Roma Rutelli - dicono che, dovendo tutelare tutti, non possono avallare una manifestazione che ha come obiettivo principale quello di provocare il Vaticano.

Certo che sarà una manifestazione polemica nei confronti del Vaticano, ma hanno cominciato loro, le gerarchie di questa Chiesa, loro hanno condannato l'omosessualità e perfino le unioni civili definendoli fenomeni <innaturali, inaccettabili, immorali>. Quindi è prevedibile che la risposta sia polemica, ma il dissenso è sacrosanto in uno Stato laico. E poi se il criterio dovesse essere quello di evitare qualsiasi atto contrario alla moralità cattolica nella città Santa, allora dovremmo chiudere tutti i cinema a luci rosse di Roma, che invece continuano a funzionare e che probabilmente sono affollati di pellegrini. E cosa dovremmo fare con un corteo di musulmani o di ebrei?

Il sindaco Rutelli indirettamente ha risposto a questa sua obiezione: può essere autorizzato un corteo di neo-nazisti, ma non se si svolge davanti alla Sinagoga

Trovo gravissimo il paragone degli omosessuali con i nazisti, un esempio fuori luogo che Rutelli dovrebbe rimangiarsi

Qualcuno ha detto: il nostro codice persegue gli 'atti osceni', e le parate gay - come dimostrerebbe la documentazione inviata al Vaticano e trasmessa da alcune forze politiche - ne sono piene. Dunque un problema legale, oltre che morale.

I reati vengono puniti dopo o mentre vengono commessi, non a priori

Il Comune aveva chiesto agli organizzatori di trovare un accordo sul tragitto, in modo da evitare il confronto diretto con i luoghi sacri. Pensa che anche questo sia un limite alla democrazia?

Prima di tutto a Roma c'è una chiesa ogni cinque passi, quindi ritengo sia estremamente difficile stabilire un percorso alternativo. Ma comunque un accordo forse sarebbe stato possibile se la crociata contro i gay non avesse preso questa piega, se avessero evitato di alzare la voce oltre ogni misura. Ora possono solo sperare in una forma di autodisciplina. Per il resto ripeto quello che ho già detto: quale Stato laico può vietare una manifestazione antipapale solo perché si svolge nell'anno Santo? Allora vietiamo anche i cortei contro il governo...Ma se Dio vuole non ci sono solo manifestazioni a favore di qualcuno o qualcosa ma anche contro qualcuno o qualcosa...

In realtà non tutto il mondo cattolico sembrerebbe approvare quella che lei definisce una crociata anti gay. Eppure questa parte della Chiesa non si è fatta molto sentire. Perché, secondo lei?

Difendere questa causa non è facile, da questo punto di vista anche la Chiesa ha qualche scheletro nell'armadio. E poi dominano i pregiudizi, che sono fortissimi: per la morale cattolica diffusa in questi anni peggio dell'omosessualità, se ci pensa bene, c'è solo la pedofilia... Ma ne approfitto per lanciare un appello a tutti i cattolici anticlericali: per favore battete un colpo, fatevi sentire. D'altra parte proprio Pietro Primi, filosofo cattolico ufficiale, dimostrò con il suo testo "Scisma sommerso" che i principi di etica sessuale che per questo Papa e per questa gerarchia ecclesiastica sembrano così essenziali non vengono condivisi dalla maggioranza dei credenti-praticanti.

Lei a questo punto cosa si augura?

Che dalla base di questo Paese parta una fortissima manifestazione anticlericale. D'altra parte hanno voluto la guerra, e alla guerra dobbiamo andare.






di Geraldina Fiechter


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