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"Uccisa dal fumo passivo", indagati i colleghi tabagisti Indagine della magistratura sulla morte di una impiegata ventenne malata d'asma |
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MILANO, 22 GIUGNO - ''L'esposizione al fumo passivo legato all'insieme delle valutazioni cliniche e allergologiche, con l'inadeguatezza del posto di lavoro'', hanno avuto un ruolo rilevante nel provocare la morte della ragazza milanese di 20 anni stroncata da un attacco d'asma.
Sono le conclusioni della consulenza medico legale finita sul tavolo del pm Luca Poniz, che aveva aperto un'inchiesta e che ha raccolto elementi sufficienti per emettere inviti a comparire per una serie di persone che verranno indagate per omicidio colposo (per ora il reato e' ancora a carico di ignoti): alcuni colleghi e dirigenti dell' azienda dove la giovane donna lavorava. L'inchiesta, aperta lo scorso settembre, nasce dopo una denuncia alla Procura: la giovane, centralinista, assunta da una societa' di Milano come invalida perche' sofferente di una gravissima forma d'asma, sarebbe stata stroncata principalmente dal fumo passivo che respirava negli uffici. Lì, un pomeriggio, ha avuto una forte crisi d'asma per la quale e' morta poco dopo in ospedale per ''arresto cardiocircolatorio dovuto a insufficienza respiratoria''. L'ipotesi di reato per omicidio colposo riguarda una condotta imprudente tenuta da chi pur sapendo della sua malattia, non aveva accettato forme di autodisciplina e, quindi, evitato di accendersi le sigarette e per una condotta negligente in quanto non erano state adottate misure organizzative e dispositivi anti fumo. |