CONFERMATA CONDANNA A EX MINISTRO DE LORENZO

NAPOLI, 7 LUGLIO - È stato condannato in appello a sette anni e cinque mesi di reclusione l'ex ministro della Sanità Francesco De Lorenzo al termine del processo per le tangenti sui farmaci. La sentenza è stata emessa dai giudici della prima sezione della corte d'appello di Napoli che hanno accolto quasi integralmente le richieste del sostituto procuratore generale, che aveva concluso per una condanna a dieci anni di reclusione. La corte ha condannato l'ex ministro per 95 capi d'imputazione su 97, non ha riconosciuto le attenuanti richieste in subordine dalla difesa e non ha derubricato alcuna delle accuse di corruzione in finanziamento illecito.

Associazione per delinquere, corruzione, illecito finanziamento dei partiti e false fatturazioni i reati contestati. In primo grado De Lorenzo era stato condannato a 8 anni e 5 mesi di reclusione, e assolto dall'accusa di corruzione legislativa, che si riferiva alla previsione di aumento della spesa sanitaria nella Finanziaria per favorire le richieste degli imprenditori farmaceutici. Le accuse si basano, tra l'altro, sulle rivelazioni dell'ex segretario del ministro, Giovanni Marone, sulle ammissione di diversi imprenditori farmaceutici in riferimento al pagamento di tangenti allo stesso Marone che le avrebbe poi girate a De Lorenzo, e sul memoriale del professor Antonio Vittoria, preside della facoltà di Farmacia a Napoli, suicidatosi nel corso dell' inchiesta.

Il processo d'appello nei confronti dell'ex ministro Francesco De Lorenzo era cominciato il 10 giugno 1998 e in seguito alla modifica dell'articolo 513 del codice di procedura penale, approvata dopo la sentenza di condanna di primo grado, i giudici di secondo grado hanno rinnovato il dibattimento per richiamare a deporre i 98 imputati in procedimento connesso che in tribunale si erano avvalsi della facoltà di non rispondere.

Analoga scelta processuale, da parte degli imputati in procedimento connesso, ha caratterizzato il processo di secondo grado, ma la Corte ha ritenuto comunque attendibili e utilizzabili le dichiarazioni rese dai coimputati nel corso delle indagini.
La posizione di De Lorenzo era stata stralciata dalla parte principale dell'indagine relativa alle tangenti pagate dagli imprenditori farmaceutici in cambio di agevolazioni nelle pratiche di adeguamento del prezzo dei farmaci e nelle istanze di iscrizione di nuovi prodotti. Gli altri imputati - ex componenti del Cip Farmaci, l'ex direttore generale del servizio farmaceutico Duilio Poggiolini e la moglie Pierr Di Maria, imprenditori farmaceutici - sono in attesa della conclusione del processo di primo grado, per il quale è prevista la sentenza il prossimo 21 luglio. I diversi episodi di corruzione contestati a De Lorenzo si riferiscono a tangenti che avrebbe ottenuto da imprenditori per un totale di oltre 7 miliardi.

Foto: l'ex ministro De Lorenzo a Porto Cervo (Ansa)

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