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Cesenatico, "A Marino per Moretti" |
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Angelo Scandurra con Sandro Bai, Giorgio Luzzi, Roberto Roversi, Francesco Scrabicchi, Alessandro Trasciati e molti altri, sono voci diverse di poeti e artisti che si ritrovano intorno alla voce di un altro poeta, Moretti appunto, non per commentarla, ma per parlarne insieme. Tra un poeta nato allora, che il Novecento lo ha attraversato tutto, scrivendo, e poeti per i quali il Novecento è invece l'origine. Da 15 anni Casa Moretti è sede di un importante centro di studi sulla letteratura del secolo appena finito. L'Istituto promuove attività culturali e di ricerca, oltre che di conservazione, tutela e valorizzazione del proprio patrimonio. Il visitatore che entra in Casa Moretti si trova in una penombra "crepuscolare". Qui è accolto da due presenze discrete. Una è quella dei libri, in isolate nicchie e scaffali, disposti in ogni locale, quasi a suggerire che si tratta della casa di un poeta. Le stampe sono la seconda presenza. Dal corridoio del piano terra, poi su per le scale, è presente la "parete dell'amicizia", un cammino di carta, inchiostro, dediche a lapis di persone amiche, a volte illuminate dal colore di qualche acquerello. Lapis che Moretti amava tanto, perché solo con esso riusciva a seguire il corso veloce dei suoi pensieri. Come scrive nel catalogo della mostra Paolo Lezziero in "Omaggio a Marino Moretti": "'Le poesie scritte con il lapis' scorrono lievi e 'scrivere è proprio tutto, amare e disamare, volere il bello e il brutto, tenersi monte e mari'. Le poesie scritte al computer si impalano verticali su uno schermo che non è carta non è sogno vince il volere tutto, il guadagnare in fretta 'monte e mare' e il bello e il brutto si mischiano col tutto e l'amore e il disamore è solo un frutto. Le poesie scritte con il lapis scorrono lievi". Adatta a Casa Moretti, dunque, alla sua identità è sembrato il legame con gli amici che hanno dato vita ai libretti di "Luna e Gufo". Fabrizio Mugnaini come inventore ed editore che, per l'occasione, ha presentato "Bei tempi per l'inchiostro", un percorso di grafica d'arte. Un titolo rivelatore. Questo non perché non ci sia altro con cui scrivere o dipingere, ma poiché la carta, con le strane macchie a ci si ostina ad attribuire significati e godimenti estetici, è molto lontana dallo scomparire. E' stata inoltre pubblicata una poesia inedita di Marino Moretti insieme con un'incisione di Luigi Passerini. Oltre a Mugnaini, i poeti e gli artisti che hanno aderito a questa cerchia che, come sottolinea Giuseppe Bollosi nella sua premessa che è anche un invito alla mostra, dalla voluta marginalità rispetto alle logiche dell'editoria di massa deriva tutta la sua forza e la sua novità. Tra l'altro, l'obiettivo di Casa Moretti fin dall'inizio e, in particolare, in questi ultimi anni, è stato quello di evitare la 'musealizzazione' di stanze, oggetti, carte, memorie che acquistano la loro identità dall'essere state e dal voler continuare ad essere un luogo d'incontro, nel quale poter parlare di letteratura da una posizione appartata ed ugualmente aggiornata e informata. Proprio come accadeva quando Moretti era vivo. Iaia Piacentini |