"Pedofili protetti ad altissimi livellii" (2)

Qual è, secondo lei, il problema maggiore: la sete di denaro?La perversione? Cosa c'è alla base della pedofilia?

«Stando alle testimonanze delle vittime, c'è sicuramente una grande perversione, associata a una sorta di delirante senso di onnipotenza: negli ambienti del potere c'è chi si compiace di superare anche i limiti estremi.
Il Belgio è uno strano Paese: se si pensa che ci sono ombre persino sulla famiglia reale»...

Parla dell'attuale monarchia?

«Sì. All'inizio degli anni Ottanta il principe Alberto fu coinvolto in uno scandalo finanziario dietro il quale c'era anche un «reseau»di call-girls. Si parlò di lui _ e di altri membri della sua famiglia a proposito di «balletti rosa» e di «partouzes» di orge alle quali prendevano parte esponenti della «nomenklatura». A d alcune di quelle serate sarebbero stati presenti anche adolecenti, maschi e femmine. L'«affaire» venne soffocato, ma le voci e i sospetti su Alberto non si spensero mai. Un giornale fiammingo pubblicò accuse specifiche: non mi risulta che dal Palazzo siano venute reazioni».

Lei sostiene che 5 anni dopo l' affare Dutroux la situazione in Belgio non è migliorata, semmai è peggiorata.

«Infatti. Basta citare il caso di Michel Diakostavrianos, uno dei complici di Dutroux: in casa sua furono trovate videocassette con scene di tortura e assassinio di bambini. Finito in carcere, Diakostavrianos è stato scarcerato un anno fa e ne ha subito approfittato per violentare una giovanissima handicappata mentale. Chissà quando sarà mai processato».

Ci sono stati altri casi di violenze contro minorenni?

«Sicuramente».


Pensa che ci siano stati altri morti?

«Non si sa. Il problema è che in generale non si trovano i cadaveri».


Che cosa si può fare?

«Bisogna parlare, denunciare, alzare la voce per costringere il Parlamento e la magistratura a muoversi. Bisogna mettere al lavoro una seconda commissione d'inchiesta. Bisogna rompere il muro dell'omertà e della paura: c'è troppa gente che, minacciata e ricattata, non dice quello che sa. Il Belgio non può mettersi l'animo in pace minimizzando i pericoli: non è affatto vero, come si afferma, che i pedofili sono stati sconfitti e che i nostri bambini sono oggi al sicuro».





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