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FONDI NERI ENI-MONTEDISON: PATTEGGIA CIRINO POMICINO |
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MILANO, 29 GENNAIO - Con la definizione della posizione di Paolo Cirino Pomicino - una pena complessiva in continuazione di un anno e 10 mesi - si è chiusa davanti al Gup Maurizio Grigo l'udienza preliminare per i cosiddetti fondi neri Eni-Montedison.
Aderendo all'accordo raggiunto tra il difensore dell'ex ministro, l'avvocato Salvatore Catalano, e il Pm Francesco Greco, il Gup ha rideterminato la pena che la Corte d'Appello aveva inflitto a Cirino Pomicino nella vicenda Enimont (un anno e otto mesi di reclusione e 25 milioni di multa) in relazione all'accusa di illecito finanziamento dei partiti, aggiungendo in continuazione due mesi di reclusione e un milione e 400 mila lire di multa. È una conclusione che ha sostanzialmente soddisfatto tutti: il giudice Grigo, che finalmente ha potuto chiudere una annosa vicenda giudiziaria, e l'imputato, che è rimasto al di sotto dei due anni complessivi con la prospettiva, nei due procedimenti che sono ancora aperti a Napoli nei suoi confronti, di rimanere eventualmente al di sotto dei tre anni ed ottenere l'affidamento ai servizi sociali; anche se in questo momento per l'ex ministro l'aspetto più importante è rappresentato dalle cure (presso la clinica cardiochirurgica di Pavia) che gli potrebbero evitare il trapianto di cuore. Nella causa, l'Eni e la Padana Assicurazioni si erano costituite parte civile e nella sentenza il Gup ha condannato Cirino Pomicino al pagamento delle spese di costituzione nella misura di 25 milioni a testa. In origine gli indagati per i fondi neri Eni-Montedison erano 127. Dopo una prima divisione in due tronconi era rimasta da definire la posizione di Cirino Pomicino in relazione al reato di corruzione. Più volte l'udienza era stata rinviata a causa delle condizioni di salute dell'ex ministro Dc. Oggi finalmente si è arrivati alla conclusione. In un passo della sentenza Enimont, di cui il patteggiamento è una continuazione, si diceva che «Cirino Pomicino è sempre stato contrario alle iniziative di Gardini, tanto da dichiararsene nemico. Si è accodato, come tutti gli altri ministri, alla direttiva Piga, ha dettato nel Cipi condizioni che hanno sostanzialmente convinto Gardini ad aggirare le condizioni di Eni e non ha partecipato alla determinazione del prezzo di cessione delle azioni Enimont». Dopo la sentenza, i 400 faldoni del procedimento potranno essere messi tutti a disposizione delle sezioni del tribunale penale impegnate nei processi ai vari gruppi di imputati. |