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MILANO, CIRCONCISIONI CLANDESTINE: CONDANNATO L'IMAM

MILANO, CIRCONCISIONI CLANDESTINE: CONDANNATO L'IMAM
MILANO, 19 FEBBRAIO 2001 - Ha organizzato un ambulatorio clandestino all'interno della moschea di Segrate per praticare circoncisioni ad un prezzo simbolico di 250mila lire: per questo Ali Abu Shwaima, presidente del Centro Islamico di Milano e della Lombardia, è stato condannato oggi dal giudice Paolo Micara a cinque mesi di reclusione.
Oltre all'imam, di origini giordane, sono anche stati condannati a 20 giorni di reclusione la moglie, Paola Moretti (italiana convertita all'islamismo), e a due mesi di carcere Fadel El Zawari e Achab Boutouchent, i medici, non abilitati ad esercitare in Italia, che praticavano gli interventi. Questi ultimi, uno egiziano e l'altro algerino, sono tuttora irreperibili. Le accuse sono di lesioni, esercizio abusivo della professione svolta in un ambulatorio privo dell'autorizzazione sanitaria necessaria, omessa sorveglianza e favoreggiamento.
Dopo la lettura del dispositivo, l'Imam ha protestato dicendo: «Dio è grande e sa qual è la verità». Le indagini, condotte dal pm Fabio Roia, vennero avviate nel giugno del '98, dopo che un bimbo di otto mesi, sottoposto alla circoncisione nell'ambulatorio della moschea, fu ricoverato d'urgenza all'ospedale di Magenta per una forte emorragia: l'intervento, svolto senza cautele, mise il piccolo in pericolo di vita e i medici del pronto soccorso furono addirittura costretti a praticare una decina di punti di sutura.
Da qui, il 23 giugno di tre anni fa, i carabinieri del reparto Operativo di Milano fecero un'ispezione nella moschea e trovarono, in un locale adiacente, l'ambulatorio in precarie condizioni igieniche e con strumenti per pratiche chirurgiche legate alla più rigida tradizione islamica. Accanto a ciò, vennero sequestrati molti medicinali, per lo più antibiotici, in gran parte scaduti, ricettari ed altra documentazione. I casi di circoncisione accertati dagli inquirenti sono stati due, anche se durante il processo, numerosi testimoni hanno dichiarato che tale intervento chirurgico veniva svolto abitualmente per un costo che varia dalle 200 alle 250 mila lire, cifra versata come offerta al Centro Islamico.
La circoncisione viene praticata da molte etnie per motivi religiosi ma, in Italia, l'intervento nelle strutture sanitarie pubbliche è gratuito solo se svolto a scopo terapeutico. In caso contrario, l'operazione può essere eseguita in ambulatori privati a un prezzo che può arrivare ai sei milioni.
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