PROCESSO IMPASTATO: 30 ANNI PER IL BOSS VITO PALAZZOLO

PALERMO, 5 MARZO 2001 - La Corte d' assise di Palermo, presieduta da Angelo Monteleone, ha condannato a 30 anni di reclusione il boss Vito Palazzolo, accusato dell' omicidio di Peppino Impastato, il militante di Democrazia Proletaria assassinato l' 8 maggio del 1978.


Dello stesso omicidio è imputato, ma in un altro processo, il boss di Cinisi Tano Badalamenti. Rinviato al giudice civile la liquidazione del risarcimento dei danni in favore delle parti civili.
Il cadavere di Impastato, dilaniato dal tritolo, venne trovato a Cinisi, nei pressi dei binari della linea ferroviaria Palermo-Trapani. In un primo momento gli investigatori ipotizzarono che il giovane fosse rimasto vittima di un attentato terroristico da lui stesso messo in atto.

Solo a distanza di anni, dopo alterne vicende giudiziarie, prese corpo la pista del movente mafioso, sempre sostenuta dai familiari e dai compagni del militante di Dp. Secondo gli inquirenti l' omicidio sarebbe stato ordinato da Tano Badalamenti, oggi detenuto negli Usa, che non sopportava di essere dileggiato da Impastato attraverso i microfoni di Radio Aut.

Nelle sue trasmissioni, il militante di Dp denunciava anche i traffici di droga e le speculazioni edilizie di esponenti mafiosi della zona come Badalamenti e Palazzolo. Entrambi sono stati incriminati come mandanti del delitto nel 1996 e rinviati a giudizio due anni dopo. Le loro posizioni processuali hanno seguito però strade diverse: Palazzolo ha infatti scelto di essere processato con il rito abbreviato.


INIZIO PAGINA