Pił ossigeno per chi vola in aereo
Da una ricerca condotta in Usa dalla Federal Aviation Administration sembra che alcuni dei malesseri di chi vola frequentemente siano imputabili all'hypoxia, ovvero alla "carenza di ossigeno" nelle cabine degli aerei. Un nuovo allarme dopo la "sindrome da classe economica"?

NEW YORK, 6 MARZO 2001 - Più ossigeno per chi vola in aereo. L'allarme-ossigeno arriva dal quotidiano americano Usa Today che pubblica oggi una ricerca condotta dalla Federal Aviation Administration e dagli scienziati americani sui problemi denunciati da chi vola frequententemente, problemi che vanno dagli attacchi cardiaci ai continui malditesta. Problemi imputabili - secondo la ricerca - all' hypoxia, ovvero al "troppo poco ossigeno" che ci sarebbe nelle cabine degli aerei.



Dopo la sindrome da classe economica spunta all'orizzonte anche l'allarme ossigeno. Il numero di infarti, svenimenti e altre emergenza mediche sugli aereoplani continua a crescere in maniera inesorabile, al punto che il governo americano sembra finalmente indirizzato a cambiare il sistema con cui sono pressurizzate le cabine per dare più ossigeno a chi vola. L'industria aereonautica sta rivalutando gli standard di ossigenazione settati decenni fa: oggi le cabine sono diverse, ma è anche vero che la gente vola molto di più.


Nelle cabine l'ossigeno non manca, sia chiaro, anzi ce n'è tanto quanto al suolo. Ma dato che la pressione barometrica all'interno della cabina pressurizzata è minore che al livello del mare (respirare in aereo sarebbe come respirare in cima ad una montagna di 2500 metri circa), non tutto l'ossigeno necessario raggiunge il sistema sanguigno per essere poi da lì trasportato agli organi vitali. Quando si repira, l' ossigeno entra nel corpo attraverso membrane dette alveoli. Alle altitudini dove volano gli aereoplani, nelle gabine con pressione minore che a terra, l'ossigeno non compie il suo viaggio in maniera corretta e completa. In altre parole è più difficoltoso per il corpo assorbirlo. Il risultato è una riduzione della quantità di ossigeno nel sangue. Per la media di chi viaggia in aereo, questa situazione può portare ad un semplice anche se fastidioso malditesta. Per le persone con problemi di salute, invece, quando gli organi vitali si trovano con poco ossigeno, i rischi possono essere piuttosto elevati.


Fino ad oggi la qualità dell'aria che si respira sugli aerei era stata studiata come veicolo ottimale per i virus, ad esempio per il raffredore. Da qualche tempo, invece, medici e scienziati hanno cominciato a considerare l'aria che si respira più per la minaccia che può costituire per un passeggero qualsiasi, ovvero si è cominciato a studiare gli effetti dell'hypoxia, termine che significa "troppo poco ossigeno". Questa mancanza d'ossigeno di solito causa poco più di un malditesta o sintomi di stanchezza ma per i passeggeri con problemi respiratori o di circolazione può essere pericolosa: gli infarti sono tra le conseguenze più gravi che l'hypoxia può causare durante i voli.


"Le persone viaggiano oggi da un capo all'altro della terra e molta poca attenzione è stata data all'impatto che subisce il corpo umano durante i voli - dice Marian B. Sides, vice presidente dell'Aerospace Medical Association - andare su un aereo compromette la media di ossigenzione di ciascuno di noi. E le mancanze di ossigenazione sono importanti. Nella metà degli anni '80 c'erano circa dieci decessi ogni anno sulle linee aeree americane. Oggi la stima è di circa cento persone che muoiono ogni anno durante il volo per problemi medici".


Gli esperti di aviazione sostengono che sono necessari studi approfonditi per determinare se l'hypoxia è la causa delle emergenza mediche che si verificano sui voli. Ma i dottori di MedAire, una compagnia di Phoenix che studia i problemi fisici di chi vola, utizzando e analizzando dati di piloti e passeggeri che si ammalano in volo, sono molto scettica su questa posizione di cautela. Al punto che il dottor Joan Sullivan Garret sospetta che molte delle emergenze mediche a cui la MedAire si è trovata a far fronte, sono arrivate da passeggeri i cui corpi erano già stati indeboliti nel tentativo di compensare la carenza di ossigeno. Indeboliti quindi dall'hypoxia.


Dato che la pressione su un aereo è cosa facile da controllare, l'industria aereonautica americana sta considerando se cambiare gli standard di pressione minima per cercare di prevenire emergenze mediche in volo. Nel frattempo, Brent Blue, medico e pilota, vende uno strumento per misurare il livello di ossigeno nel sangue durante i voli.

In attesa di conferme più certe sull'hypoxia, le cose che i dottori consigliano comunque di evitare per prevenire malesseri durante il volo sono il bere alcool e il fumare in maniera massiccia prima di salire sull'aereo.





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