La chiesa anglicana dice sì alle nozze fra divorziati
La diocesi di Chester ha dato per la prima volta il nullaosta al matrimonio fra persone che sono state già sposate, anche se il primo coniuge è ancora in vita

LONDRA, 6 MARZO 2001- Buone notizie per il principe Carlo: se mai l'erede al trono britannico decidesse di sposare l'amata Camilla, potrà molto probabilmente farlo con la benedizione divina.

La chiesa anglicana ha infatti dato per la prima volta il nullaosta al matrimonio per i divorziati.

Il rivoluzionario passo è stato compiuto nella diocesi di Chester, dove il vescovo Peter Forster ha annunciato ieri sera il risultato di un voto che ha impegnato la comunità anglicana di tutta la regione.

Per 132 a 5 la diocesi ha approvato, con effetto immediato, una mozione che ammette che "ci sono circostanze in cui i divorziati possono risposarsi in chiesa, anche se il primo coniuge è ancora in vita".

Il voto di Chester fa parte di un'iniziativa nazionale tesa a sondare l'opinione di tutti i religiosi anglicani d'Inghilterra. Le altre 43 diocesi sono tenute a pronunciarsi sulla riforma prima di novembre, quando è previsto il sinodo generale anglicano.

Il vescovo di Chester ha spiegato la decisione di permettere ai divorziati di risposarsi in chiesa sottolineando che "la riforma era necessaria". "Alla base della fede cristiana - ha detto - ci sono il perdono e la possibilità di ricominciare da capo".

Il reverendo Forster ha aggiunto che chiederà ai suoi pastori di scegliere con attenzione le coppie cui concedere le seconde nozze in chiesa. "Dovranno prestare molta cautela - ha sottolineato - ed evitare scandali".








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