Archivio/ Ma Luttazzi era una Dc

RIMINI, 14 FEBBRAIO 2001 - Quando era il consiglio comunale di Santarcangelo ad essere... "Satyricon". Già, perché Daniele Luttazzi, che torna stasera su Rai Due con il suo show tanto criticato, una ventina d'anni faceva, della sua particolare e quantomai pungente ironia, un'arma politica. Lanciando frecciate sarcastiche e qualche volta velenose dai banchi - udite udite - dell'opposizione democristiana.

Era la prima metà degli anni '80, per la precisione la legislatura '80-'85, che vedeva Giancarlo Zoffoli (ora al vertice dell'Amir) sindaco della città, 'protetto' dalla falce e martello dell'allora Pci. «Daniele - ricorda l'ex primo cittadino di Santarcangelo - aveva una personalità ricca, era presente e propositivo come consigliere d'opposizione». Un perfetto politico? «Diciamo che i suoi erano contributi meritevoli d'attenzione, ma pur sempre carichi d'ironia. D'altronde, se spesa bene, la comicità può aiutare».

Dunque l'allora studente di Medicina, poco più che ventenne, ci sapeva fare? «Proprio come adesso, era solo un po' più acerbo - aggiunge Zoffoli -. Le sue erano 'bastonate' che facevano bene». Battaglie che Daniele Fabbri (ancora non aveva fatto suo lo pseudonimo Luttazzi) portava avanti con creatività. Su tutte - ricordano i colleghi democristiani di quegli anni, come Giuseppe Zangoli - la campagna per la scuola privata. «Arrivò a mettere in piedi una raccolta di firme, tanto ci teneva». Il suo spirito critico, intriso di pungente sarcasmo, lo si ritrovava, sempre in quel periodo, nelle vignette che l'aspirante dottore della risata disegnava per "L'impegno", giornalino che rappresentava l'organo della Dc santarcangiolese. Ne aveva per tutti, non risparmiava nessuno, o quasi.
Andrea Montanari


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