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Incendio a scuola: muore 15enne, sei ragazzi intossicati Legnago (Verona): le fiamme sarebbero partite dal tetto, dove alcuni operai stavano effettuando una saldatura. Il fuoco ha raggiunto una bombola che è esplosa. I ragazzi in fuga sembra abbiano trovato le porte di sicurezza bloccate |
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Alcuni operai erano impegnati nell'impermeabilizzazione del tetto e stavano posando e saldando con la fiamma una guaina coibentatrice. Pare che la scintilla della fiamma ossidrica abbia raggiunto una bombola provocandone lo scoppio. Il tetto è crollato e le fiamme si sono propagate allo stabile. Gli alunni, che stavano seguendo le lezioni, sono stati fatti immediatamente evacuare dalla scuola. All'appello però è mancata una ragazzina di 15 anni. Il suo corpo è stato trovato nei pressi dell'ingresso. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e la polizia. Il magistrato ha concesso il nullaosta per la rimozione della salma della giovane L.A., 15 anni, di Boschi Sant' Anna (Verona), un Comune non lontano da Legnago (Verona). Il corpo è stato composto in una bara bianca e trasportato all'obitorio di Legnago. La giovane frequentava per il secondo anno la terza A della scuola G. B. Cavalcaselle. Nel momento dell' incendio la ragazza si trovava nei pressi dell'entrata della scuola mentre gli altri suoi 26 compagni di classe erano nell'aula di lingue per la lezione di inglese. Da quanto riferito dagli stessi ragazzi, la ragazza ha frequentato le lezioni sino al termine della terza ora e poi ha passato il resto della mattinata con un'insegnante di sostegno. Sul luogo dell'incidente è giunto anche il sindaco di Legnago Silvio Gandini, accompagnato dalla giunta e dal segretario comunale Franco Bonfante, sindaco di Cerea. Dai primi accertamenti degli inquirenti sembra che la tragedia sia stata generata da una serie di cancause. Infatti, oltre ai lavori eseguiti sul tetto mentre nelle aule si svolgevano le lezioni, all'utilizzo di materiali altamente infiammabili sembra che anche le porte sulla via di fuga verso le scale di sicurezza fossero chiuse. Queste le evidenze più significative che si sono mostrate agli inquirenti dopo la tragedia. Il procuratore aggiunto Mario Giulio Schinaia, che affianca il pm di turno Maria Cristina Motta, è in attesa dei risultati degli accertamenti e non si sbilancia, ma non esita a rilevare che «si è sfiorata una strage». E intanto è stato aperto,nei confronti di persone ancora da individuare, un fascicolo per incendio colposo e omicidio colposo, aggravato dalla circostanza della probabile prevedibilità dell'evento. Quella morte insomma, secondo le prime valutazioni degli inquirenti, rientra tra le conseguenze da mettere in conto, quando si decide di avviare lavori del genere in quelle circostanze. Senza contare che i materiali attraverso i quali l'incendio si è così rapidamente propagato, si rileva in procura, ad una prima impressione non paiono certo di quelli che scoraggino le fiamme: sotto il tetto c'era polistirolo,si osserva, che produce una combustione molto rapida e fumo acre. Ma il particolare che più sembra avere colpito in procura è quello delle porte trovate chiuse dai ragazzi in fuga. Una condizione un pò anomala per delle uscite che dovevano essere di sicurezza, ma i cui battenti risultavano inveceancora fissati, si dovrà stabilire con certezza per quale motivo e da quanto tempo: forse semplicemente perchè erano stati appena installati, e non ancora messi in funzione. Ma in ogni caso, osserva il pm Schinaia, chi aveva avuto a che fare con quei lavori - a cominciare da chi li ha disposti e da chi li eseguiva - non poteva non sapere che quelle porte erano ancora chiuse. Quanto alla decisione di far svolgere l'intervento durante le ore di lezione, il magistrato si è richiamato alle norme di prudenza che andrebbero osservate in casi del genere: una cosa può essere l'asfaltatura in cortile, ha osservato, un'altra un lavoro del genere con una fiamma accesa sul tetto. Certo è, ha aggiunto, che le condizioni che si sono create erano di «assoluta pericolosità». Quanto alla giovanissima vittima dell'incendio, si rileva ancora in procura, c'è da augurarsi che la morte sia stata la meno dolorosa e la più veloce possibile, ma l'autopsia sul corpo carbonizzato non potrà aggiungere molto alla ricostruzione e alla ricerca delle responsabilità in questa vicenda. Tra gli elementi da accertare vi saranno però, confermano gli inquirenti, anche i movimenti degli alunni, il perchè la vittima si trovasse lì, a chi fosse stata affidata e dove si trovava la persona che doveva essere con lei. Nella foto un intervento dei vigili del fuoco "Ho cercato di fermarla, era terrorizzata" Legambiente, insicuri 6 istituti su 10 Non passa il compito: picchiata in classe |