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Ne uccide pił la casa che la strada Sconcertante ricerca del governo in Gran Bretagna: ogni settimana 76 morti per incidenti domestici contro 66 vittime dell'automobile. E in Italia le cose non vanno meglio |
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LONDRA, 20 MARZO 2001 - Ne uccide più la casa che la strada. Sbattere nelle ante degli armadi nasconde di certo rischi maggiori che affrontare a 180 all'ora un rettilineo autostradale. E' la sconcertante ma realistica considerazione che emerge da una ricerca inglese, elaborata dal Dipartimento del commercio e dell'industria nell'ambito del rapporto annuale sul 'Sistema di sorveglianza domestica'.
Ebbene, nel Regno Unito ogni settimana i cosiddetti 'incidenti domestici' fanno 76 vittime, una decina in meno dei morti della strada. Tra le cause principali individuate dagli inglesi spiccano il fuoco, l'avvelenamento da ossido di carbonio, scoppi, soffocamenti, scontri accidentali non solo tra persone e cose ma anche tra persone diverse. Situazione grave e per molti versi sorprendente al di là della Manica, ma anche da noi le cose non vanno meglio, pur in mancanza di numeri esatti per quanto riguarda i decessi. I dati forniti in pillole dalla ricerca sono "semplicemente preoccupanti", ha sintetizzato Kim Howells, ministro di Sua Maestà. Eccone alcuni: un milione e 200mila persone si fanno medicare al pronto soccorso ogni anno a causa di cadute tra le quattro mura di casa; un ultrasettantenne su 12 ha bisogno di cure ospedaliere dopo una caduta; sono poco meno di 100mila gli incidenti domestici collegati a piccoli lavoretti quotidiani, di cui 40mila per colpa di cadute da scale e scalei; ogni giorno 55 bambini in età prescolare devono essere curati in seguito a ustioni e scottature; quasi 600mila persone all'anno rimangono feriti più o meno gravemente dopo scontri con oggetti e altre persone. Tutto questo ovviamente ha anche un costo sociale e finanziario per la sanità pubblica, all'incirca 25 milioni di sterline l'anno. I soggetti maggiormente a rischio per quanto riguarda gli incidenti domestici sono i bambini, piccoli e piccolissimi. Non a caso la stessa Organizzazione mondiale della sanità ha evidenziato che nei paesi industrializzati gli incidenti domestici rappresentano la prima causa di morte per i piccini. In Gran Bretagna il governo ha lanciato un programma specifico per 'far diventare più sicure le abitazioni', con una serie di campagne e consigli rivolte ai genitori e ai figli perché evitino cadute, scivoloni, fratture, lesioni per colpa di spigoli, scale, finestre, porte, fornelli accesi e così via. Anche in Italia i 'numeri' degli incidenti domestici svelano una realtà allarmante. Negli ultimi 3 mesi del '99 ben 762mila individui sono stati coinvolti in infortuni domestici, in maggioranza (30,9%) casalinghe: ogni tre mesi 250mila donne che lavorano in casa si fanno male, specialmente al sud (le vittime sono 15 persone su mille, al nord 13 su mille). Terribile anche il dato sugli incidenti stradali nel nostro paese (219.032 nel 1999, con oltre 6.600 morti e 316mila feriti), ma è difficile effettuare una comparazione tra le due categorie perché l'Istat non ha calcolato il numero complessivo di infortuni domestici mortali in Italia. Esaminando i dati del '99, i più recenti a disposizione dell'Istat, emerge che i maschi italiani sono vittime di cadute in casa in misura maggiore rispetto alle donne, che primeggiano invece nella graduatoria delle ferite accidentali da coltello (13,9% del totale contro il 9,1). Gli ambienti domestici più perniciosi risultano in Italia la cucina, sia per gli uomini che per le donne, mentre il bagno rappresenta un rischio maggiore per i maschi. In cucina avviene più di un terzo degli incidenti che colpiscono i bambini fino a 14 anni. Le cadute rimane la causa principale di incidente (28,4%), ma tra pentole bollenti e utensili traditori anche la preparazione dei pasti nasconde trappole e insidie da pronto soccorso. Tradiscono anche pavimenti, scale, finestre, mentre specialmente per i piccoli i mobili rimangono pericolosissimi. Le signore italiane si fanno male quasi sempre mentre sbrigano le faccende - 63,9% degli incidenti contro appena l'8.7% occorso durante 'cure personali' -, figli e mariti sono a rischio specie quando si avventurano in riparazioni domestiche e vario bricolage. Per quanto riguarda le parti del corpo, a far le spese di imprudenze o fatalità tra le mura di casa sono gli arti superiori, con 8 infortuni su 10 che comportano conseguenze per gambe, braccia, mani o piedi. Mentre negli adulti la testa viene lesionata in solo un incidente su 10, per i bambini la proporzione si inverte (da o a 4 anni si contano ferite nel 43,5% dei casi). A causa di infortuni domestici, gli italiani devono limitare le attività quotidiane per oltre una settimana, le italiane per 8 giorni pieni di media. E sempre in media, gli uomini che si fanno male in casa devono assentarsi dal lavoro per quasi 9 giorni, che scendono a meno di 6 per le donne. di Simone Boldi Ora legale: cambiano le lancette e anche gli amori |