|
Allarme virus, adesso c'è quello "politico" Si chiama "staple": arriva via e-mail e contiene un messaggio pro-palestina |
|
"Non ti preoccupare. Questo è un virus innocuo - si legge in una piccola nota in fonda alla mail che lo contiene - Non danneggerà in alcun modo il tuo computer. L'intenzione è solo quella di aiutare il popolo palestinese a vivere in pace nella sua terra". Fin dall'inizio del nuovo conflitto tra palestinesi e israeliani, anche il web si è trasformato in un territorio virtuale di scontri. On line la cyber-guerra si combatte soprattutto attaccando siti ufficiali e non del nemico: l'obiettivo è impadronirsi delle pagine web dell'avversario, modificarle con i propri slogan. Con l'arrivo di "Staple" la battaglia della controinformazione sembra aver conquistato un nuovo strumento: la posta elettronica. La mail incriminata ha come oggetto "injustice" (ingiustizia). Se il destinatario tenta di aprire il file allegato che contiene il bug (injustice.txt.vbs), sul suo computer compare un testo che racconta la storia di Mohammed Al-Durra, un bimbo di 12 anni, ucciso dai soldati israeliani davanti agli occhi del padre. Aperto l'allegato il virus si moltiplica e invia suoi cloni ai primi 50 indirizzi di posta elettronica archiviati nella rubrica e a una lista fissa di uffici governativi israeliani. Quindi tenta di collegarsi alle pagine web di organizzazioni pro-palestinesi. Il nuovo virus "politico", comparso nei giorni scorsi, si sta lentamente diffondendo soprattutto negli Stati Uniti. Ma non sembra particolarmente aggressivo. "La cosa interessante è che questo virus non è stato creato dal solito ragazzino 17enne - spiega david Perry, della Trend Micro - ma da qualcuno che sa veramente il fatto suo in questo campo". Così per non compromettere la battaglia di informazione on line che sta portando avanti, il misterioso creatore di Staple ha cercato di inventarsi un virus che non fosse troppo invasivo. "Invierò solo 50 mail - si mlegge ancora in una nota - così non rallenterò la Rete né le normali funzioni della tua posta elettronica". E la cyberguerra continua di Beatrice Montini |