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Cuccia: lettera dell'investitore rovinato. Ma le piste sono altre Anonimo rivendica il trafugamento del corpo. Ascoltato a lungo un abitante di Meina (Novara), che aveva facile accesso al cimitero |
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Si segue, comunque, una pista ed è stato ascoltato a lungo un abitante di Meina (Novara), che aveva facile accesso al cimitero. È stata una giornata di faticoso e meticoloso lavoro per gli inquirenti che, sulla scorta delle indicazioni fornite dal sostituto procuratore della repubblica di Verbania, Fabrizio Argentieri, hanno concentrato la loro attenzione su piccoli balordi, persone dalle frequentazioni pericolose, appassionati di occultismo. D'altronde, si pensa che il trafugamento della salma sia avvenuto o per estorcere denaro o per soddisfare le strane predilizioni di gruppi esoterici. Ma la lettera giunta stamane alla redazione dell'Ansa di Milano, apre un nuovo fronte, anche se viene presa con estrema cautela dagli inquirenti. Un investitore rovinato dal cattivo andamento dei titoli azionari in Borsa si attribuisce la responsabilità (insieme ad alcuni amici) del rapimento della salma: «Il mio è un gesto simbolico, il Cuccia in vita fu tra coloro che più contribuirono al mio dissesto finanziario». E per restituire «il caro estinto» il risparmiatore «esasperato» pone una condizione: che il Mib 30 torni «a quota 50.000». Poi aggiunge altre minacce: «Se la Borsa italiana entro la fine dell 'anno non darà netti segnali di ripresa, comincerò a colpire tra i personaggi del mondo della finanza e tra i giornalisti finanziari, che come il Cuccia hanno contribuito alla mia rovina». Farneticazioni? Può essere. Tra l'altro, la lettera risulta essere stata inviata soltanto ieri, quando da giorni la notizia del trafugamento della bara dal cimitero di Meina era di dominio pubblico. Più concretamente oggi si è operato con 40 perquisizioni. I carabinieri di Novara, al comando del colonnello Claudio Criscuolo, e gli uomini dello Sco (Servizio Centrale Operativo) della polizia hanno iniziato perquisendo i cimiteri di tre paesini che sorgono nei pressi di Meina, quelli di Ghevio, Dagnente e Invorio. Sono stati ispezionati i loculi vuoti, così come si era fatto nei giorni scorsi a Meina. Poi si è passati ad abitazioni del verbano, del biellese, del novarese, con puntate in provincia di Pavia e in Liguria, dove però non sarebbe stata trovata la persona sospettata. Sul fronte dei satanisti, gli investigatori hanno anche controllato due persone di San Maurizio d' Opaglio (Novara) che nel '97 trafugarono la salma di un amico. Il risultato della vasta operazione che ha impegnato decine di uomini sembra essere stato abbastanza modesto, ma non si tralascia nulla. Così come, prima o poi, si rivolgerà l' attenzione anche al lago, luogo sicuramente ideale per chi avesse voluto sbarazzarsi di un fardello divenuto troppo scomodo e ingombrante dopo il clamore suscitato dalla notizia della sparizione della salma. Che i rapitori volessero ritardare al massimo la scoperta della loro azione, è d' altronde dimostrato da alcune circostanze: hanno rimesso a posto la lapide di marmo (che però avevano rotto) e cercato di non lascare tracce di macerie: mattoni rotti della tomba sono stati trovati al di là del muro di cinta del cimitero e anche in alcuni mucchi di immondizia all' interno del camposanto. Dare un volto alla banda (almeno quattro persone) è difficile anche perchè molti sono stati i visitatori dal giugno scorso, quando Cuccia è morto, saliti a Meina per vedere la sua tomba. Comunque i carabinieri hanno sentito più di un abitante del paesino raccogliendo tutte le possibili tracce. Cade invece quella di un Cuccia che avesse confessato all' ex parroco di Meina, don Michele Ingegnoli, le sue presunte passioni occultiste: «In 21 anni di parrocchia sono andato una sola volta a casa sua - ha detto il sacerdote - per benedire la villa. Ci scambiavano soltanto un saluto». |