In manette il re delle cybertruffe, clonava e derubava miliardari
Da Steven Spielberg a Ted Turner, tanti i vip finiti nella rete di un cameriere di Brooklyn 32enne, genio dell'elettronica applicata alla truffa

NEW YORK, 20 MARZO 2001 - Ha finto di essere Ted Turner o George Lucas. Ha usato la carta di credito di Steven Spielberg e creato falsi messaggi vocali di Paul Allen. Per la polizia di New York, che lo ha arrestato, Abraham Abdallah, un cameriere di Brooklyn di 32 anni, è il 're delle cybertruffe', l'autore del più incredibile furto di identità tecnologico mai realizzato.

Abdallah, secondo le indagini, ha saccheggiato milioni di dollari al gotha del mondo finanziario e cinematografico degli Usa. Gran parte dei nomi che figurano ai vertici della classifica dei super-ricchi di 'Forbes' sono adesso anche nell'elenco delle sue vittime: George Soros, Warren Buffett, Michael Bloomberg, il capo della Disney Michael Eisner, Ross Perot, la presentatrice Oprah Winfrey, tanto per citarne alcuni. Tutti 'clonati' da un insospettabile cameriere che da ragazzo fu cacciato da scuola e che ora si è rivelato un genio dell'elettronica, capace di convincere colossi come Merryll Lynch, Goldman Sachs e Bear Sterns a spostare miliardi utilizzando carta intestata falsificata, un fax, un cellulare e Internet.

In attesa di chiarire il giro d'affari di Abdullah, la polizia sta ricostruendo il meccanismo della truffa. Servendosi di un computer in una biblioteca pubblica e spedendo qualche fax contraffatto, l'uomo è riuscito ad ottenere da tre società che gestiscono i dati sul credito estratti conto ed informazioni 'sensibili' sulle vittime, scelte sulle pagine di 'Forbes'.

Abdullah si è così impadronito delle identità dei miliardari, ha utilizzato i loro numeri di carte di credito per affittare caselle postali dove si faceva consegnare via corriere - dopo complessi depistaggi gestiti via Internet - prodotti costosi acquistati online: apparecchiature di alta tecnologia utilizzate per la truffa, ma anche monete d'oro o preziosi. Il truffatore ha contattato le banche d'affari, convincendole a spostare su conti off-shore milioni di dollari che appartevano alle ricchissime vittime. Con un cellulare, Abdullah gestiva da Brooklyn anche false caselle vocali corrispondenti a numeri telefonici in California: se qualcuno chiamava per un controllo, sentiva rispondere in tono gioviale Paul Allen o George Lucas che pregavano di lasciare un messaggio.
"Era dovunque, fingendo di essere chiunque, mentre in realtà si trovava nella cucina di un ristorante: è il miglior truffatore che abbiamo mai incontrato", hanno detto gli investigatori al 'New York Post'.

A tradire Abdullah è stata la richiesta alla Merrill Lynch di spostare 10 milioni di dollari del miliardario Thomas Siebel su un conto in Australia. La banca d'affari si è insospettita e la squadra crimini tecnologici della polizia si è messa al lavoro. Seguendo le tracce lasciate dalle e-mail, gli agenti sono arrivati ad Abdullah: lo hanno arrestato mentre scendeva da una Volvo 2000 per andare a ritirare un pacco pagato con la carta di credito di qualche miliardario.










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