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Usa: "Regia di Bin Laden" I Talebani negano ogni accusa
Le milizie integraliste islamiche al potere a Kabul hanno escluso la responsabilità dell'estremista saudita Osama Bin Laden, che figura al primo posto dei terroristi ricercati dagli Usa

Usa: "Regia di Bin Laden" I Talebani negano ogni accusa Le milizie integraliste islamiche al potere a Kabul hanno escluso la responsabilità dell'estremista saudita Osama Bin Laden, che figura al primo posto dei terroristi ricercati dagli Usa

NEW YORK, 11 SETTEMBRE 2001 - Punta su Osama Bin Laden la prima, frammentaria ipotesi di lavoro delle autorità americane sulla regia degli attacchi terroristici di oggi. «Ci sono indicazioni che persone legate a Bin Laden e alla sua organizzazione, Al Qaeda, potrebbero essere i responsabili», hanno detto fonti ufficiali, coperte da anonimato. Le stesse fonti hanno però anche precisato che si tratta di ipotesi ancora tutte da vagliare.
L'Fbi di New York, che da anni indaga su Bin Laden, ha avviato le indagini sull'attacco alle Torri Gemelle. La sede newyorchese dell'Fbi si trova a poche centinaia di metri dal World Trade Center, così come la Corte federale nella quale nei mesi scorsi si è svolto il processo contro i seguaci di Bin Laden, per le stragi nelle ambasciate americane in Africa nel 1998. Lo sceicco saudita è ricercato dagli Stati Uniti proprio sulla base di un mandato di cattura emesso dal procuratore distrettuale di New York e dal locale ufficio dell'Fbi. Nei mesi scorsi, soprattutto durante il processo - concluso con la condanna dei quattro imputati - si sono moltiplicati a New York gli allarmi e le segnalazioni per possibili atti di terrorismo da parte di seguaci di Bin Laden.
I Taleban condannano l'attentato
I Taleban, le milizie integralisti islamiche al potere a Kabul, hanno condannato gli attentati di oggi contro gli Usa e hanno escluso la responsabilità dell'estremista saudita Osama Bin Laden, che figura al primo posto dei terroristi ricercati dagli Usa. «Questo è un atto terroristico e lo condanniamo con fermezza», ha dichiarato l'ambasciatore dei Taleban a Islamabad, Abdul Salam Zaif, in una conferenza stampa convocata in fretta e furia dopo gli attacchi aerei contro gli Usa.
Da Kandahar, la città nell'Afghanistan meridionale dove si ritiene abbia trovato rifugio Bin Laden, un portavoce dei Taleban ha detto che il saudita «non può aver fatto questo lavoro». «Quanto è successo non è l'opera di gente ordinaria, può essere solo l'opera di qualche governo. Bin Laden non ha la capacità di fare questo lavoro e neanche noi l'abbiamo», ha aggiunto.
I Taleban sono sottoposti a sanzioni dell'Onu, promosse dagli Usa, per il loro rifiuto di consegnare Bin Laden, considerato dagli esperti uno dei pochi in grado di organizzare attentati su vasta scala. L'estremista saudita è ritenuto responsabile degli attentati del 1998 contro le ambasciate americane in Kenya e Tanziana e dell'attacco, l'anno scorso, contro una nave della marina militare Usa nello Yemen, che hanno causato la morte di centinaia di persone.
Il primo attentato contro il World Trade Centre di New York fu concepito, secondo la magistratura americana, dallo sceicco Omar Abdul Rehman, un predicatore cieco egiziano che è in prigione negli Usa. I tre figli di Rehman si trovano in Afghanistan e fanno parte del gruppo di Osama Bin Laden, del quale si ritiene che siano consiglieri militari. Osama ed altri estremisti arabi esercitano una forte influenza su Mullah Mohammed Omar, il leader supremo dei Taleban che vive come un recluso a Kandahar.
Parenti dello sceicco residenti in Egitto avrebbero proposto ai Taleban, secondo notizie diffusesi nei giorni scorsi e mai smentite, uno «scambio di prigionieri» tra il predicatore e gli otto volontari occidentali - tra cui due americane - in prigione a Kabul con l'accusa di aver cercato di diffondere il cristianesimo in Afghanistan. Il ministro degli esteri dei Taleban, Wakil Ahmed Muttawakil, ha detto domenica scorsa che i Taleban non hanno ricevuto la proposta ma «potrebbero prenderla in considerazione».
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