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"Io, il meccanico di Osama Bin Laden"
Un artigiano italiano svela di aver avuto come cliente della sua officina a Riad negli anni '70 proprio il terrorista

"Io, il meccanico di Osama Bin Laden" Un artigiano italiano svela di aver avuto come cliente della sua officina a Riad negli anni '70 proprio il terrorista
BOLOGNA, 21 SETTEMBRE 2001 - "Cominciò a sparare col suo fucile. Noi uscimmo da casa sua strisciando per terra, ma lui si fermò e disse: niente paura, è solo uno scherzo".
Lui è Osama Bin Laden, il ricercato numero uno al mondo, l'uomo accusato dagli Stati Uniti di essere il mandante degli attacchi terroristici alle torri gemelle di New York. Di lui parla R.P., poco meno di cinquant'anni, un artigiano italiano che alla fine degli anni '70 aprì un' officina meccanica a Riad, in Arabia Saudita, dove conobbe Osama Bin Laden, che divenne suo cliente. R.P. dice di essergli diventato amico, seppure per un periodo limitato: poco più di anno, «dopodichè il signor Laden sparì».
R.P. dice di essere «spaventatissimo da tutta questa storia». Non voleva parlare di Osama Bin Laden, ricordare quel periodo. Lo ha fatto, seppur con molta titubanza, dopo aver ricevuto rassicurazioni sul fatto di proteggere la sua identità. Quello che segue è il suo racconto. «Sì, conoscevo benissimo Osama Bin Laden, era un mio cliente all'officina meccanica che avevo aperto a Riad, la città dove il signor Laden aveva una casa. Il signor Laden veniva alla mia officina per fare sistemare le sue macchine, ricordo che una volta venne con una Mercedes, ma aveva molte altre automobili. Era una persona gentile».
Si ricorda in che periodo ha conosciuto Bin Laden? «Era la fine degli anni '70, non ricordo esattamente, forse il 1978. Di lui si sapeva solo che era una persona molto ricca, che la sua famiglia aveva molte proprietà, che avevano imprese un po' qua e un po' là. Il signor Laden era una persona normale, quasi affabile. Non credo che avesse un lavoro, naturalmente doveva seguire i suoi affari". "Per due volte sono stato ospite di Bin Laden, a casa sua, a Riad. Una volta sono andato con un amico italiano, che adesso è morto. Eravamo stati invitati a cena, ma alla fine siamo stati costretti ad uscire da casa sua carponi, strisciando a pancia in giù, i militari dicono a passo di leopardo». E per quale motivo? «Perchè Bin Laden si era messo a sparare con il suo fucile. Poi ci disse che stava scherzando...». Un modo curioso di scherzare.
«Guardate, il signor Laden quando lo conobbi, all'inizio, era normalissimo, ma dopo qualche tempo lo vidi più strano, sempre più religioso. Voleva addirittura che io diventassi musulmano, era diventato un po' fanatico. Lo vidi per un po' di tempo, poi mi dissero che gli avevano tolto il passaporto e si diceva anche che fosse andato un pò fuori di testa. Poi non l'ho più rivisto». La giovinezza di Osama Bin Laden è avvolta nel mistero, c'è chi dice che conducesse una vita dissipata.
Che cosa faceva Bin Laden in quegli anni? «Io non l'ho mai visto in compagnia di una donna, nemmeno quando sono stato a casa sua. Mi diceva che le donne dovevano stare in una stanza e gli uomini in un'altra. Per lui in quel periodo c'era solo il corano e maometto, nient'altro, anche se poi parlava un po' di tutto, ma mai di politica. Mi diceva sempre che si stava meglio quando si stava peggio, quando si mungevano i cammelli, prima del petrolio e dell'arrivo della ricchezza». E Riad? «Era una città molto sicura, si viveva molto bene e non c'era delinquenza. Se io lasciavo una valigia in strada e passavo dopo ore la valigia c'era ancora. Ma era anche una città dove tutto era basato sulla religione. Una volta vidi gli operai della mia officina scappare e mi accorsi che erano arrivati i preti (i fondamentalisti mussulmani, ndr). Ci picchiarono con i loro bastoni perchè non avevamo voluto chiudere l'officina a mezzogiorno, nel momento della preghiera. Insomma bisognava chiudere e pregare. Si pregava cinque volte al giorno e in quei momenti la città si fermava».
Cosa ha pensato quando, dopo tanti anni, ha scoperto che Bin Laden era un terrorista ricercato in tutto il mondo? "Mi sono detto: ma guarda te, guarda dove l' ha portato il suo fanatismo. Ho pensato che fosse successo qualcosa nella sua testa". Che idea si è fatto degli ultimi tragici avvenimenti negli stati uniti, Bin Laden è il principale sospettato. Cosa ne pensa, in fondo lei lo ha conosciuto? "Lui era una persona intelligente, ma era anche un beduino, non può aver fatto tutto questo. Per me era una persona a posto, non so cosa possa essere successo dentro di lui"









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