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Medio Oriente
Israele sequestra una nave: "Portava armi ai palestinesi"

Israele sequestra una nave: "Portava armi ai palestinesi"

TEL AVIV, 4 GENNAIO 2002 - Israele ha annunciato oggi di aver intercettato e sequestrato ieri nel mar Rosso una nave con un carico di 50 tonnellate di armi, in gran parte di fabbricazione iraniana e destinate - secondo lo Stato ebraico - all'Autorità nazionale palestinese (Anp). «Abbiamo preso in considerazione i limiti massimi del possibile, poi li abbiamo estesi ancora un poco»: con un sorriso compiaciuto, l'ammiraglio Yedidia Yaari, comandante della marina militare, ha sottolineato l'audacia dell'azione di un'unità scelta, che è riuscita a impadronirsi della 'Karine A', che trasportava 83 casse di armi e munizioni.
In codice, i generali israeliani l'hanno chiamata 'Operazione Arca di Noè '. Il carico della Karine A, ha aggiunto il capo di stato maggiore generale Shaul Mofaz, includeva razzi Katiuscia da 122 e 107 mm di fabbricazione iraniana, mortai, mine, razzi Lau e Sagger, materiale esplosivo, fucili di precisione e altre armi. «Sappiamo per certo - ha aggiunto Mofaz - che la nave appartiene all'Anp, che il suo capitano è un alto ufficiale della Polizia marina palestinese e che membri dell'equipaggio militano nella medesima forza». Il legame «è chiaro e innegabile» ha detto, accusando l'Anp di «doppio gioco».
La conferenza stampa del generale è stata indetta mentre a Ramallah (Cisgiordania) il presidente palestinese Yasser Arafat era a colloquio con Anthony Zinni, l'inviato Usa nella regione. «L'Anp non è affatto coinvolta in questa vicenda» ha assicurato Nabil Abu Rudeina, consigliere di Arafat. «Le accuse israeliane hanno il solo scopo di far fallire la missione di Zinni». Il ministro degli esteri israeliano Shimon Peres ha ribadito che «l'Anp deve decidere una volta per tutte se è a favore o contro il terrorismo».
Peres ha poi accusato l'Iran di «sostenere il terrorismo» e si appresta a chiedere alla comunità internazionale di inserire l'Iran fra i paesi sponsor del terrorismo. Il porto di partenza della 'Karine A' non è stato rivelato dall'ammiraglio Yaari, il quale ha precisato che nella notte di mercoledì, dopo aver ricevuto un preavviso molto breve, i membri del commando israeliano sono riusciti a impadronirsi della nave «senza sparare nemmeno un colpo».
L'assalto è avvenuto - ha precisato - in acque internazionali nel mar Rosso circa 250 chilometri a sud di Sharm el Sheikh (Egitto). L'aviazione militare ha fornito aerei da trasporto ed elicotteri da combattimento. «L'equipaggio è stato colto di sorpresa - ha detto Yaari - ma non posso fornire altri dettagli perchè in futuro potremmo dover ricorrere ancora alla stessa tecnica». «Prima di partire i nostri uomini hanno fatto una sola esercitazione. Quando sono entrati in azione, hanno agito ancora meglio».
Yaari ha affermato che le casse di armamenti erano racchiuse in tubi di metallo, legati a loro volta a galleggianti. Un sistema analogo era stato utilizzato dalla 'Santorini', una nave libanese catturata nel maggio scorso dalla marina israeliana mentre era diretta verso Gaza, nelle cui acque si accingeva a lanciare armi e munizioni inviate dal 'Fronte Popolare-Comando Generale' di Ahmed Jibril.
«Come quantitativo di armi - ha affermato Mofaz - possiamo dire che la 'Karine A' equivale a '50 Santorini'». Israele, ha concluso Mofaz, può tirare un sospiro di sollievo. Se le armi fossero giunte nelle aree autonome palestinesi, le capacità dell'Anp di minacciare le retrovie dello Stato ebraico sarebbero «aumentate subito in maniera drammatica».
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