MOSCA - Un tribunale russo ha condannato una cittadina italiana a 7
anni di carcere, con sospensione della pena, per aver corrotto
funzionari e falsificato documenti al fine di facilitare adozioni di
bambini russi da parte di coèppie
d'italiani.
Nadezhda Fratti, dell'agenzia di adozioni italiana Arcobaleno, era
stata arrestata l'anno scorso a Volgograd, nella Russia meridionale.
Un tribunale di quella città l'aveva assolta per mancanza di prove, ma
la Corte suprema ha respinto questa decisione rimandando il caso al
tribunale originario.
La corte ha deciso che la Fratti dovrà presentarsi regolarmente alla
polizia a Volzhsk, sua città di residenza, per i prossimi cinque anni,
ha precisato l'agenzia di stampa Interfax. Anche il direttore e un
medico dell'orfanotrofio di Volgograd sono stati condannati a tre e
sette anni consospensione della pena per complicità nell'attività
della Fratti. Tra il 1993 e il 2000, la Fratti era riuscita a far
adottare 600 bambini russi da famiglie italiane a quanto ha riferito
l'agenzia ITAR-Tass.