| DOPING | ||
| Per il calcio autonomia nella scelta delle sanzioni | ||
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BRUXELLES, 18 NOVEMBRE 2003 - Fifa e Wada, l'agenzia mondiale antidoping, hanno raggiunto un accordo sul tema delle sanzioni. Lo ha reso noto oggi il presidente della commissione medica della Fifa, Michel D'Hooghe, spiegando che «l'ostacolo maggiore è stato superato». Il calcio farà quindi parte delle prossime Olimpiadi di Atene 2004. Il Comitato Olimpico Internazionale e la Wada avevano infatti minacciato di escludere dai Giochi tutte le discipline le cui federazioni sportive internazionali avessero rifiutato di sottoscrivere la regolamentazione unica proposta dalla stessa Wada. La Fifa ha ottenuto il suo scopo: nel calcio, ma anche in altri sport come il basket e l'hockey ghiaccio, i singoli casi doping verranno considerati individualmente e non - come inizialmente proposto dall'agenzia mondiale - trattati tutti sulla base comune dei due anni di squalifica per gravi infrazioni al regolamento come nel caso degli steroidi. D'Hooghe ha spiegato che tra le due parti gli attriti sono giunti a conclusione: «Questo perché il maggior ostacolo è stato superato - ha spiegato - e non credo ce ne saranno altri». La scorsa settimana la federazione degli sport olimpici, sulla base di uno studio portato avanti sotto la spinta della Fifa, aveva chiesto alla Wada un documento che sottolineasse l'obbligo legale del principio della gestione individuale dei singoli casi. A sancire il disgelo tra Fifa e Wada, D'Hooghe ha annunciato che la Fifa permetterà all'agenzia mondiale antidoping di inviare degli osservatori ai mondiali giovanili, programmati negli Emirati Arabi alla fine di novembre: «Siamo tornati a rapporti amichevoli», ha concluso il capo della commissione medica della federcalcio mondiale. |