BOLOGNA
 
Spot Motor Show, la curia bacchetta Cazzola
 

BOLOGNA, 1 DICEMBRE 2003 - Canne d'organo come marmitte di scarico. andele per motori a scoppio con la cera fusa intorno, come fossero candele votive. E uno slogan («il tuo luogo di culto») a chiarire senza dubbi l'assonanza ricercata tra fede cristiana e fede nei motori.


A una settimana dall'inizio della kermesse nei padiglioni della fiera di Bologna, il motor show deve fronteggiare la durissima reprimenda della curia bolognese, che non ha affatto gradito la campagna pubblicitaria ideata dalla prestigiosa agenzia milanese «armando testa» e costata oltre 8 milioni di euro.

A prendere posizione, con un attacco diretto ad alfredo cazzola, è il braccio destro dell'arcivescovo Biffi, il provicario Ernesto Vecchi, intervistato da «radio nettuno».



«Devo dire che hanno speso tanti soldi in una campagna ingaggiando il pubblicitario più rinomato del momento, ma è una trovata che veramente non fa onore a cazzola. Non si può scimmiottare l'organo che è il simbolo del culto cristiano a dio, che è il simbolo della nostra fede- protesta il vescovo- scimmiottando appunto, come stanno facendo, le canne dell'organo in mezzo ai gas di scarico. Sono rimasto male, non me l'aspettavo da cazzola una cosa del genere».


Secondo il numero due della curia bolognese, gli spot vanno ritirati. «Cazzola è una persona seria, però è caduto su una buccia di banana. Non si prende in giro il culto cristiano. è importante che qualcuno provveda per poter realizzare davvero un equilibrio» tra il rispetto del culto e «la giusta propaganda delle macchine. Se noi abituiamo i ragazzi ad adorare la ferrari, un domani picchieranno in testa i genitori perchè non possono comprargliela».

Immediata la reazione: "Nessun intento di irridere il culto cristiano e la Curia bolognese, dispiacere per la polemica di monsignor Ernesto Vecchi, ma anche la certezza di aver verificato che il sostantivo 'culto' non ha solo un significato evangelico, ma anche quello di 'passione' per un determinato argomento, che nel caso di specie riguarda il rapporto tra Emilia-Romagna e motori". Giada Michetti, responsabile della comunicazione di Promotor, la società di Alfredo Cazzola che organizza il Motorshow, risponde, «Zingarelli» alla mano, alle proteste del vescovo ausiliare di Bologna. «Non ci si può appropriare del sostantivo 'culto', come si può desumere dal vocabolario», dice Michetti. «E l'organo uno se lo può suonare pure a casa sua. Non c'era nessuna intenzione di essere provocatori nei confronti di nessuno. Solo volevamo dire che un'iniziativa come questa può essere fatta solo in Emilia-Romagna, una terra di passione per i motori, dove ci sono la Ferrari e la Maserati, la Ducati e la Lamborghini».