UNA LUNGA SCIA DI SANGUE
 
Napoli, due omicidi in poche ore
Continua la guerra di camorra
 
Ancora spari, ancora sangue e paura
*AGGUATO IN PIZZERIA Gli sparano all'interno del suo locale. Ma quando arrivano i carabinieri non c'è più nessuno, fuggiti anche i camerieri
* FREDDATO SULLA SOGLIA La seconda vittima è stata trovata in un lago di sangue dalla moglie sulla porta di casa. E' successo a Castellammare
* TRAGICO BILANCIO Sono 130 dall'inizio dell'anno gli omicidi nel napoletano

Napoli, 21 dicembre 2004 - Senza esclusione di colpi. Continua la faida di camorra che negli ultimi mesi ha insanguinato la città partenopea, portando a 130 il numero delle vittime nel solo 2004. Ieri sera sono stati commessi altri due omicidi.

Il primo va probabilmente collegato alla faida in corso tra Scampia e Secondigliano. Un uomo di 50 anni è stato ucciso in un agguato compiuto nella pizzeria «Paradiso» in via Marconi a Casavatore, comune legato alla periferia nord di Napoli.

La vittima dell'agguato è il proprietario della pizzeria, Vincenzo Iorio di 50 anni, residente a Scampia. Quando sono arrivati sul posto i carabinieri non hanno trovato nessuno all'interno della pizzeria. Anche i dipendenti erano scappati.

Ora gli investigatori stanno cercando di rintracciarli assieme agli eventuali avventori per ricostruire la dinamica del delitto.

Nelle stesse ore veniva uccisa un'altra persona a Castellamare di Stabia, alle porte del capoluogo. Un uomo, Ciro Iasolino, è stato freddato pochi prima delle 20 nelle propria abitazione a Castellammare di Stabia, area vesuviana a sud di Napoli.

La polizia è intervenuta sul luogo dell'omicidio, che potrebbe rappresentare una nuova 'puntata' della faida tra i clan stabiesi. Secondo quanto si à appreso successivamente Fasolino abitava in via Schito, una strada che si trova quasi al confine tra Castellammare di Stabia e Pompei. È stata la moglie a trovare la vittima sulla soglia di casa.

La donna ha chiesto soccorso ad una ambulanza ma all'arrivo in corsia Fasolino era già morto. Secondo gli investigatori Fasolino era un ex cutoliano, che non sarebbe stato legato ai clan di Castellammare di Stabia. La spietata esecuzione non lascia dubbi che la decisione di ucciderlo sia maturata in ambiti camorristici.

Probabilmente l'ordine è partito da un'altra zona del vesuviano, tra Pompei e Scafati dove è in atto un regolamento di conti tra i clan.


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