| FUMO / SCATTA IL DIVIETO | ||
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Sigarette fuori dalla porta E c'è chi chiede il referendum |
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E' scattato il divieto: addio sigarette nei locali, luoghi di lavoro, negozi, uffici e discoteche * CONTROMISURE A Milano una associazione ha come obiettivo promuovere il referendum abrogativo *PIZZICATO A Napoli multato un ragazzo: fumava dopo il caffè |
ROMA, 10 GENNAIO 2005 - Dalla mezzanotte di oggi è scattato il divieto assoluto di fumo nei locali pubblici, una giornata che però, al contrario di quanto ci si poteva aspettare si è svolta all'insegna della tranquillità in quasi tutta Italia. Pochissime le multe elevate, la prima subito dopo l'entrata in vigore della norma a Napoli, poche le proteste, invariato il fatturato per i pubblici esercizi secondo le prime rilevazioni della Fipe. È nei palazzi del 'potere' che sono state fatte le prime 'vittime' delle nuove e più severe norme anti-fumo volute dal ministro della Salute Girolamo Sirchia. Da Montecitorio sono spariti i 40 posacenere, 28 di vetro sui tavolini del Transatlantico e 5 in rame per ognuno dei due corridoi laterali di accesso al Transatlantico stesso, più i due davanti alla buvette, rimossi dopo anni di onorato servizio. I parlamentari che vorranno fumare dovranno giocoforza accomodarsi nel cortile interno di palazzo Montecitorio, che è all'aria aperta, dove sono stati sistemati 6 posacenere, a conferma che il cortile è, per ora, l'unico posto dove è consentito ai tabagisti di soddisfare le proprie esigenze. È da Internet invece che parte la riscossa dei fumatori. L'associazione Iofumo (www.iofumo.it, ma il sito al momento non h attivo) si è costituita a Legnano, nel Milanese, per iniziativa di Mario Pessina, giornalista amante del tabacco ed esperto di sigari, con l'obiettivo di coordinare la raccolta di firme per promuovere referendum abrogativi non solo della legge contro il fumo nei locali pubblici, ma anche di quella che vieta la pubblicità sui prodotti da fumo. Intanto, i colossi del farmaco 'colgono la palla al balzo' per incrementare anche nella penisola le vendite dei loro farmaci 'anti-vizio': GlaxoSmithKline (GSK) lancerà questa settimana una campagna da 5 milioni di euro per pubblicizzare cerotti e chewing gum NiQuitin e la rivale Pfizer si prepara a promuovere la domanda dei prodotti Nicoret. Intanto nella prima giornata di applicazione della legge Sirchia, il divieto di fumo non ha influito sugli incassi dei pubblici esercizi. A darne notizia è la Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe), che ha effettuato un sondaggio raccogliendo i dati attraverso 51 associazioni territoriali Fipe in rappresentanza di 97mila esercizi pubblici, rilevando che «il fatturato dei pubblici esercizi ha rispettato la media giornaliera, pari a un totale di 250mila euro per tutto il settore». E per la Fipe il dato non deve soprendere. «I ristoratori - spiega in una nota il presidente dell'associazione, Edi Sommariva - non hanno nulla da guadagnare, né nulla da perdere: lo abbiamo sempre detto. Per ogni cliente fumatore scontento che diserterà il locale, ne entrerà un altro, non fumatore. La clientela risulta essere formata per metà da fumatori e per l'altra metà da non fumatori. L'entrata in vigore della legge non farà altro che ribaltare la situazione: chi prima era contento diventerà scontento e viceversa». «A livello generale - spiega la Fipe - è stata registrata un'applicazione serena e con grande senso civico del divieto, sia da parte dei consumatori, sia da parte degli esercenti». Attivato numero verde IL FORUM Cosa ne pensi? |