Varese, 13 gennaio 2005 - Il Giudice dell'Udienza Preliminare di Busto Arsizio ha praticamente accolto la linea accusatoria contro le 'Bestie di satana'
rinviando a giudizio quasi tutti gli indagati.
Solo per t
re di loro ha accolto la richiesta del rito abbreviato con prima udienza fissata per il 21 febbraio: Mario Maccione, Pietro Guerrieri e Andrea Volpe.
Gli altri cinque (Nicola Sapone, Eros Monterosso, Paolo Leoni, Marco Zampollo ed Elisabetta Ballarin) dovranno comparire
davanti alla Corte d'Assise a partire dal 21 giugno prossimo.
La decisione del Gup Maria Greca Zoncu è giunta dopo una camera di consiglio durata un'ora e mezza.
Particolare
soddisfazione è stata espressa dal Procuratore capo di Busto, Antonio Pizzi, e dal suo sostituto Tiziano Masini che hanno coordinato l'inchiesta. «Le nostre tesi accusatorie - ha detto Pizzi - sono state accolte al cento per cento».
Tutti i difensori hanno chiesto di poter accedere al rito alternativo che avrebbe consentito uno sconto pari ad un terzo sulla pena.
Rito abbreviato anche per Alberto Ballarin, padre di Elisabetta, che deve rispondere di mancata custodia dell'arma con cui Andrea Volpe uccise Mariangela Pezzotta la notte del 18 gennaio dello scorso anno.
L'Avvocato Gullotta, difensore di Eros Monterosso, aveva chiesto anche la possibilità di procedere all'audizione di un esorcista della Chiesa cattolica per valutare «l'effettiva componente satanica nella vicenda o se si sia trattato di una 'allucinazione' collettiva». Gullotta aveva chiesto pure l'ammissione del Docente di Neuroscienze cognitive di Padova che ha effettuato una perizia neurologica sul suo paziente, riformato dalla leva militare e già definito 'border line'. Secondo l'esperto presenterebbe «lesioni del lobo frontale del cervello tali da rendergli difficile distinguere realtà e fantasia e da inclinarlo verso la necessità di emozioni forti». Gullotta sostiene, sulla scorta di questa analisi, che Monterosso «viveva in una realtà virtuale come nel film Matrix».
Le richieste avanzate al Gup si sono estese, anche da parte dell'avvocato Lepiane che assiste Marco Zampollo, ad una perizia tecnica per stabilire se con dei petardi infilati in un serbatoio di benzina sia possibile distruggere un'auto. Il riferimento è all'accusa del primo tentativo di omicidio ai danni di Fabio Tollis e Chiara Marino, quando a fine dicembre '97 sarebbero stati costretti a far sesso su un'auto mentre uno degli imputati infilava petardi nel serbatoio per far esplodere la vettura.
Tutte le richieste hanno visto la forte opposizione della Procura. Il Gup, infine, si è riservato di decidere in merito alla richiesta di arresti domiciliari per Elisabetta Ballarin.