IL WWF
 
"Il sangue di vip e politici è avvelenato"
Trovate sostanze tossiche in 18 cavie
 

ROMA 31 GENNAIO 20005 - Metalli pesanti, 94,4% di Pcb (policlorobifenili, classificati come probabili cancerogeni per l'uomo), 91,6% di pesticidi clorurati, 72,2% di idrocarburi policiclici aromatici, ma anche diossine (66,6%) e Ddt da tempo vietato nel nostro Paese.

Questi alcuni degli 'ingredienti' del cocktail velenoso rintracciato nel sangue delle persone reclutate dal WWF: 18 'cavie' che si sono sottoposte ai test. «Anche se il campione è limitato, e le concentrazioni sono modeste e non indicano un danno immediato per l'organismo, tutti questi contaminanti vengono considerati potenziali distruttori endocrini, tossici per la tiroide e per il sistema immunitario», spiega Silvano Focardi, preside della Facoltà di Scienze fisiche, matematiche e naturali dell'università di Siena.

Quali possono essere le conseguenze di questa esposizione a sotanze tossiche? «Cambiamenti del sistema immunitario, immunodeficienza generale, maggiore predispozione ai tumori. Una delle strade per comprendere queste malattie - spiega Focardi - è l'inquinamento ambientale. Stesso discorso - prosegue - per i disturbi del sistema riproduttivo che sono in netto aumento nel mondo Occidentale. Sono legati a vari fattori di stress ma - suggerisce l'esperto - uno di questi può essere lo stress chimico, da indicare come concausa se noncome elemento scatenante».

Una cosa è certa, ripetono tuttigli scienziati convenuti all'Iss: «L'uomo è più inquinato della donna. Forse perchè - ipotizzano - la donna si 'depura' con la maternità o con il ciclo mestruale». Vero è che anche il sistema riproduttivo diventa, in caso di sostanze inquinanti, una importantissima cartina di tornasole. «Iniziamo ad avere importanti evidenze degli effetti di queste sostanze sull'apparato riproduttivo umano, sia femminile che maschile.Questi agenti, infatti - afferma Donatella Caserta, docente di Fisiopatologia della riproduzione umana all'università de L'Aquila - riescono a passare la barriera della placenta e arrivare fino all'embrione e al feto. E modificano lo sviluppo del suo apparato riproduttivo.

Per esempio l'endometriosi, una malattia legata alla sterilità femminile e in continuo aumento in Occidente, è collegata all'esposizione di alcune sostanze tossiche che incidono anche sull'ipofertilità maschile e, da adulti, anche nell'eziologia del cancro al testicolo». Dito puntato, in questi casi, soprattutto sugli ftalati, che servono per rendere elastica e soffice la plastica.

Fino a quando la Ue non li ha vietati erano anche nei ciucci e nelle tettarelle dei biberon. Oltre che nei giochini di plastica e nelle pellicole trasparenti per conservare i cibi. Oggi sono fuorilegge. Ma è buona precauzione leggere sempre bene le etichette per rintracciare il bollino di conformità alla normativa Ue.

Ma dove finiscono le sostanze tossiche? Molte di esse, come i contaminanti organici persistenti si legano con le molecole di lipidi.Quindi attraverso il sangue vengono trasportati e si depositano nel grasso. Dunque in tutti gli organi dove ci sono concentrazioni di lipidi. Qualche esempio: «Fegato, cuore oltre che il tessuto adiposo.Meno in pericolo il cervello perchè i suoi grassi sono un pò diversie quindi meno capaci di assorbire gli inquinanti. I metalli pesanti, invece, preferiscono reni e fegato, il piombo le ossa», prosegue Silvano Focardi.

L'aria inquinata, invece, «è corresponsabile dell'esplosione di allergie respiratorie e malattie come l'asma, che si registrano nei bambini», riprende Donatella Caserta. «Le sostanze alterano profondamente il sistema immunitario ancora in via di formazione. O meglio-osserva Caserta- lo ingannano. Alcune sostanze tossiche, infatti, si legano alla cellula bersaglio come un ormone, ma lo inducono a un'azione diversa, condizionando la cellula a fare altro rispetto a ciò per cui è nata. Succede per il sistema endocrino, neuroendocrino e immunitario», conclude.