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BOMBAY, 8 APRILE 2005 — Incomincerà con un omaggio alla memoria del Papa il concerto che oggi l’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Zubin Mehta (nella foto con Mstislav Rostropovich) terrà allo Jamshed Bhabha Theatre di Bombay, quarto concerto di una tournée incominciata la settimana scorsa a Budapest, proseguita martedì a Singapore e che da oggi arriva in India, nella città natale di Mehta, capo carismatico di un’orchestra che sotto la sua guida negli ultimi anni ha suonato in tutto il mondo, dal Sud America a Pechino, da Salisburgo al Giappone.

Questa sera, nel primo dei concerti indiani promossi dalla Mehli Mehta Foundation — la fondazione intitolata al padre di Zubin, che fu uno straordinario didatta negli Stati Uniti e che in giovane età fu un pioniere della musica occidentale in India, fondatore della Bombay Simphony Orchestra — le prime note risuoneranno prima ancora della sinfonia della «Forza del destino» di Verdi, del concerto per violoncello e orchestra di Dvorak, (solista d’eccezione Rostropovich) e della Quinta di Beethoven, saranno le note dell’Aria sulla quarta corda di Bach, una pagina tra le più ispirate del grande compositore tedesco, capace di sintonizzare comunque e tutti, credenti e non credenti, al di là di ogni credo religioso, sulle supreme regioni dello spirito.

Dopo i successi di Budapest, l’Orchestra del Maggio è arrivata ieri a Bombay sull’onda del trionfo ottenuto a Singapore: standing ovation, tre bis e la proposta entusiasta di organizzare anche laggiù, in quella modernissima «Svizzera dell’Asia» una specie di piccolo Maggio, una sintesi del festival fiorentino, incentrata non solo sul repertorio sinfonico, ma anche sull’opera lirica.

Mehta e l’orchestra sono stati accolti qui in India come veri e propri ambasciatori della cultura e della musica occidentale. E ieri nella conferenza stampa al Taj Mahal Hotel di Bombay, sia il sovrintendente del Teatro del Maggio, Giorgio Van Straten, sia il sindaco Leonardo Domenici hanno sottolineato come questa nuova tournée si inserisca in un contesto molto ricco di rapporti.


«Ho voluto essere qui a Bombay come sindaco — spiega Domenici — per due motivi. C’è una strategia istituzionale di rapporti con l’India, come dimostra la recente presenza in visita ufficiale del presidente della Repubblica Ciampi, e insieme con lui dei presidenti della Confindustria, dell’Ice, dell’Abi, ed è molto importante che in questa strategia, che segna un ruolo di rilievo alla cultura, Firenze faccia la sua parte».

«In secondo luogo — prosegue Domenici— , non dobbiamo dimenticare il momento difficile che tutti i teatri lirici, non solo quello del Maggio attraversano per la diminuzione dei fondi del Fus. Il piano industriale che abbiamo varato per il teatro non va visto come un semplice piano contabile: è invece lo strumento, pur passando attraverso delle strettoie, per favorire una nuova crescita della fondazione. In questo senso intendiamo valorizzare tutte le componenti artistiche del teatro. E questa tournée rappresenta un elemento prezioso».

L’auspicio del sindaco è che tutta la città risponda a questa strategia e che proprio la crisi in cui versano i teatri faccia «scattare nuove molle e nuovi investimenti». «Perché a Firenze — dice il sindaco — investire in cultura significa investire sulla città».











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