CINEMA
 
Russell Crowe sale sul ring
Torna la boxe con 'Cinderella Man'
 

Los Angeles, 24 maggio 2005 - La boxe sembrava passata di moda. Anche Clint Eastwood si è sentito dire che il suo film non sarebbe andato a vederlo nessuno. E invece, con 'Million Dollar Baby', si è portato a casa molti Oscar, compreso quello per il miglior film.

La boxe dunque è tornata alla ribalta, tanto alla ribalta che Ron Howard e Russell Crowe, dopo l'esperienza comune di 'A Beautiful Mind', sono tornati a lavorare insieme per raccontare una storia di ring.

Una pellicola molto attesa 'Cinderella Man', una pellicola che narra la vicenda di James Braddock, un uomo che ai tempi della Grande Depressione per riuscire a tirare avanti e sopravvivere decise di tentare la fortuna con la boxe: era il 1935 quando 'Cenerentola' Braddock inflisse una clamorosa sconfitta, in un combattimento sulle quindici riprese, al campione del mondo dei pesi massimi Max Baer. Ovvero quando la disperazione batte il professionismo. La pellicola, presentata ieri a Los Angeles, è ambientata in quella New York devastata dal crollo dell'economia e vede protagonisti anche Renee Zelleweger (che per l'occasione si è fatta bruna) nei panni della moglie di Braddock, una donna forte capace di sostenerlo e incoraggiarlo e Paul Giamatti (Il depresso Miles di 'Sideways') nel ruolo del manager che lo riesce a portare al successo.

La fama di russel Crowe è quella di un personaggio quanto più lontano possibile dagli stereotipi di Hollywood. Abita con la famiglia (la moglieDanielle e il figlio di pochi mesi) in Australia, lontano dal clamore e dal glamour californiano. 'Tutta la parte creativa della mia vita è stata rovinata dalla celebrità. Prima ero un osservatore, un contemplatore, una di quelle persone che scivolano via nelle situazioni, che vi entrano e vi escono, osservando tutto quello che c'è da vedere, cercando di capire. Ma questo modo di vivere mi è stato portato via dal successo. - sostiene - Dopo aver vinto l'Oscar sono stato sbalzato in un'altra dimensione, in uno spazio differente. Ora quel vecchio spazio segreto non mi appartiene più e non c'è modo di tornare indietro'.

'Difficile non farsi notare se si è Russel Crowe. Ho perso la mia natura di osservatore per ottenere in cambio quella di osservato . Ma c'è comunque un vantaggio: avere accesso a menti migliori e a progetti più interessanti, come per esempio 'Cinderella Man', una delle parti più difficili che abbia mai fatto. Anche fisicamente.- rivela Crowe - Almeno tre o quattro volte più difficile di 'Gladiatore'. Alla fine della giornata mi faceva male tutto, la schiena, le spalle, persino i piedi'.

'Ho letto molto sulla storia di questo pugile e ogni cosa che imparavo su di lui mi appassionava. Era un ragazzo che faceva boxe perchè in quel periodo era la cosa migliore che un uomo potesse fare. Era uno che ha lavorato duro e che è morto nella casa comprata con i soldi vinti sul ring, con il suo matrimonio intatto e una famiglia sana e unita. Per me è una grande storia americana', conclude.