| LIVE 8 / ROMA | ||
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Baglioni: "Lanciamo uno squillo di tromba" Jovanotti: "Non dobbiamo fare politica, dobbiamo commuoverla" |
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| In scena al Circo Massimo 35 artisti. |
ROMA, di 2 luglio 2005 — Sarà, come dice Claudio Baglioni, «uno squillo di tromba». Oggi anche a Roma è il grande giorno del «Live 8», il mega evento promosso da Bob Geldof vent’anni dopo il Live Aid in Etiopia per richiamare l’attenzione dei potenti del mondo che si riuniranno mercoledì 8 luglio in Scozia sul dramma dell’Africa. Il concerto al Circo Massimo prenderà il via alle 15.«Il lato spettacolare e musicale viene dopo il significato dell’evento», sottolinea Claudio Baglioni, anche se assicura che non mancheranno «duetti, terzetti, quartetti, quintetti». L’importante, ripete, è il messaggio politico. «Sarà come lanciare uno squillo di tromba. Poi — aggiunge — non bisogna fermarsi, si deve proseguire». E ricorda anche che lui ogni anno, da tre anni, t iene un suo piccolo, personale Live a Lampedusa, luogo simbolo per lo sbarco continuo di disperati. Al Circo Massimo si esibiranno 35 artisti, praticamente quasi tutti i big della musica italiana. Ci sarà anche Jovanotti che inizialmente aveva manifestato qualche perplessità. «Non ho mai avuto dubbi. La mia adesione è stata immediata, lavoro da tanto per la cancellazione del debito. So bene cos’è il Live 8. Volevo chiarimenti tecnici. Non mi piacciono le ammucchiate in scena — precisa — e mi piace che quando canto le casse siano a posto, siano a posto anche i microfoni e tutto il resto. La mia polemica non era per mancanza di fiducia ma perchè volevo essere certo che le cose funzionassero». E dice ancora: «Oggi non si cambia niente, non si decide niente. Non dobbiamo fare la politica, dobbiamo commuoverla, deve essere un evento popolare». Ci sarà Fiorella Mannoia, che dice: «Credo che l’Africa stia morendo e questo deve pesare sulla coscienza di ognuno di noi. E questo è il senso della mia adesione». Un concerto, anzi dieci concerti, non per raccogliere fondi ma per richiamare l’attenzione del mondo, in vista del G8, sul dramma dell’Africa dove ogni tre secondi un bambino muore di stenti e oltre un miliardo di persone vive sotto la soglia dell’assoluta povertà. L’Italia è attualmente ultima nella gradutoria dei Paesi impegnati negli aiuti, destinando soltanto lo 0,15 per cento della ricchezza nazionale. In Campidoglio, alla presentazione dell’evento di oggi, interviene anche il padrone di casa. Sottolinea il sindaco di Roma, Walter Veltroni: «Questa è una grande manifestazione politica e civile che parla il linguaggio della musica. Roma diventa una delle capitali della lotta alla diseguaglianza». «Penso che sia prima di tutto un’adesione di uomini e donne più che di artisti», dice Baglioni. «Perché in Africa si soffre — prosegue Baglioni — ma anche nel nostro mondo che non riesce a darsi un senso, serpeggia l’infelicità». E Piero Pelù gli fa eco: «Dobbiamo capire che abbiamo tutti lo stesso futuro e che anche il nostro benessere è legato al loro».
di Beatrice Bertuccioli
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