| SOLIDARIETA' & SPORT | ||
| Due maratoneti eriteri corrono per i diritti umani | ||
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BOLOGNA, 8 LUGLIO 2005 - Tappa a Bologna per i due atleti Samuel eTekle Ghebreghiorghis, in marcia da Ginevra a Roma, un percorso di 1.200 chilometri, per protestare contro la violazione dei diritti umani in Eritrea. I due maratoneti eritrei, fratelli di 45 e 48 anni, sono stati accolti dall'assessore allo Sport del Comune Anna Patullo a Palazzod'Accursio. L'iniziativa, partita dalla Svizzera il 15 giugno, si concluderà nella capitale italiana il 20 luglio, data in cui verrà consegnata al Papa Benedetto XVI una petizione perchè venga istituita una commissione di ispezione delle carceri eritree e vengano rispettati i diritti universali dell'uomo. «È una marcia molto dolorosa - ha sottolineato Dania Avallone dell'associazione 'Salviamo il popolo eritreò (Asper) che ha promossol'iniziativa - per mettere sotto gli occhi di tutti le ingiustizie e le repressioni del regime eritreo». «Fino a pochi anni fa - ha continuato - sulle carrette del mare che arrivavano a Lampedusa non c'erano eritrei, oggi sono più della metà. Non scappano solo dalla fame e dalla povertà, ma dalla repressione e dagli arresti ingiustificati perpetrati contro chiunque dissenta dal regime». «Questa è la nostra seconda marcia, la prima è stata l'anno scorso, da Francoforte a Bruxelles, ma erano solo 600 chilometri», ha detto Samuel Ghebreghiorghis, ricordando che «dall'indipendenza nel 1991 si soffre ancora di più, non c'è democrazia e si avverte una fortissima pressione del regime». |