| OMICIDIO ALL'UNIVERSITA' | ||
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Studente rifiuta relazione gay Il collega lo crivella di colpi |
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Ragazzi e professori sotto choc * FAR WEST Sparatoria nel dipartimento di matematica: colpito a morte Riccardo Venier (nella foto), 22enne di Monghidoro, che aveva appena sostenuto un esame * IN MANETTE A fare fuoco un amico della vittima, Domenico Bottari, poi costituitosi. Secondo una testimone il killer gridava: 'Non volevo farlo' *GELOSIA ASSASSINA Confermata dagli inquirenti la pista passionale: il sentimento di Bottari non era ricambiato * IL KILLER Messinese di 32 anni, Bottari era docente privato nel suo paese d'origine. In base alla confessione rilasciata l'assassino era confuso: avrebbe pensato anche al suicidio |
Bologna, 13 luglio 2005 - Era innamorato, ossessionato dall'amico che non lo corrispondeva in amore. È questo il movente, confermato alla questura durante la lunga confessione, che ieri ha spinto Domenico Bottari (nella foto), 32enne omosessuale messinese, ad uccidere l'amico Riccardo Venier (22 anni di Monghidoro nel bolognese) freddandolo con otto colpi di pistola all'interno della facoltà di matematica di Bologna. Bottari, residente a Scaletta Zanclea, nel messinese, era partito da Messina tra sabato e domenica scorsa per recarsi presso la facoltà di matematica di Bologna, dove si è introdotto ieri pomeriggio nell'aula in cui si stava svolgendo la prova scritta di Meccanica razionale 2, spacciandosi per esaminando. L'assassino si è seduto in fondo all'aula aspettando che Venier terminasse il compito e si alzasse per consegnarlo. È a questo punto che Bottari si è alzato pre seguire l'amico e gli ha scaricato addosso, sul pianerottolo dell'aula, ad una distanza non superiore a due metri, gli otto proiettili della Stejer 9x21 che deteneva regolarmente ad uno sportivo e che si era portati in borsa da Messina insieme ad altri 32 colpi. I due giovani si erano conosciuti proprio all'interno della facoltà, a cui Venier era iscritto per conseguire la laurea, durante un master in matematica delle applicazioni che Bottari ha concluso nel 2003. È in quella occasione che tra i due è nata un'amicizia, ma quando il messinese attualmente docente privato nel suo paese d'origine, ha confidato all'altro di essere gay, Venier aveva cominciato a prendere le distanze. Un rapporto, fatto di scambi epistolari cartacei e via e-mail e di due o tre incontri, che veniva interpretato in maniera diversa e che era diventato un'ossessione per il Bottari che si è deciso a lasciare la Sicilia per giungere nel capoluogo emiliano, con l'intenzione di trovare una soluzione positiva o negativa alla storia sentimentale. In base alla confessione resa agli agenti, infatti, quando è partito l'omicida era confuso sul da farsi, avrebbe potuto commettere un assassinio ma anche suicidarsi. È nell'aula che si è deciso a sparare. Subito dopo il fatto avvenuto intorno alle 18.20 il giovane è fuggito in autobus per poi scendere, dopo circa trenta minuti, davanti alla caserma di via Bovi Campeggi dove si è immediatamente costituito ad un poliziotto della Polfer. Il giovane, che non ha precedenti penali ma ha avuto in passato problemi fisici per i quali è stato sottoposto a cure mediche, è al momento detenuto nel carcere bolognese della Dozza con l'accusa di omicidio volontario. In seguito alle perquisizioni svolte d'ufficio nelle abitazioni dei due ragazzi coinvolti, gli agenti hanno rinvenuto alcune lettere a casa di Venier, ma non nell'appartamento del messinese. La pistola la deteneva legalmente, ma da lui nessuno si sarebbe aspettato un simile gesto. E anche la vittima, che viveva a Monghidoro sull'Appennino bolognese, era un giovane intellettualmente vivace, con un suo sito in cui parlava del suo amore per la musica . Riccardo amava in particolare il violino, e aveva tenuto concerti con i 'Suonatori della Valle del Savena', un gruppo di musica popolare montanara che fa parte dell'Associazione culturale 'E bene venga maggio' fondata da sua madre oltre vent'anni fa, che si occupa della diffusione della cultura della montagna toscoemiliana e della sua ricerca e documentazione. 'Un ragazzo dolcissimo - ha raccontato chi lo ha conosciuto - studiava tanto ed era gentile con tutti'. La difesa di Domenico Bottari chiederà un accertamento psichiatrico: 'Bisogna capire - ha detto l'avv. Piero Gennari - la consapevolezza che Bottari aveva degli atti che stava compiendo'. Il legale ha anche espresso tutta la sua 'perplessità sull' atteggiamento della Procura che mi ha impedito ogni contatto con il mio assistito fino all'udienza di convalida, quando poi tutti i dettagli della vicenda sono comunque trapelati'. Il sito Internet dell'assassino IL RETTORE 'Sgomento e grande dolore'
Pomeriggio di morte in università
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