| CONFESSIONE CHOC | ||
| L'Abbé Pierre: 'Non sono casto, ho ceduto al desiderio di donna' | ||
PARIGI 28 ottobre 2005 — «Mi è accaduto talvolta di cedere alla forza del desiderio, ma solo in modo passeggero. Non ho mai avuto un legame regolare, perché non ho lasciato che il desiderio sessuale mettesse radici». A 93 anni (li ha compiuti il 5 agosto scorso) l’Abbé Pierre ha deciso di lanciare la sua piccola bomba nel mare magnum della Chiesa, che da tempo giudica troppo piatto e angusto. In effetti le confessioni che rende pubbliche nel suo ultimo libro, appena edito in Francia da Plon con il titolo 'Mio Dio... perché?', non mancheranno di provocare ondate polemiche: non foss’altro per la celebrità del personaggio, che da anni svetta in testa alla classifica dei personaggi più amati dai francesi. Del resto è proprio per questo suo anticonformismo, per il suo parlare senza peli sulla lingua, che il ‘ribelle di Dio’ è tanto apprezzato Oltralpe. E alla sua età può concedersi il lusso di parlare senza falsi pudori. «Ho conosciuto l’esperienza del desiderio sessuale e la rara soddisfazione che ne consegue, ma questo piacere è stato per me una vera fonte di insoddisfazione, perché sentivo che non era autentico», scrive l’Abbé Pierre. Ammette dunque di avere avuto dei rapporti sessuali, anche se «sporadici», con delle donne, e di aver rotto di conseguenza il voto di castità imposto dalla Chiesa. Un tradimento? Una provocazione? Lui, imperterrito, va dritto per la sua strada: del resto, qualcosa aveva già anticipato l’anno scorso, quando aveva raccontato di aver vissuto, da adolescente, una lunga passione platonica per una giovane corista «dal viso angelico». Ma adesso, spinto dall’urgenza di affrontare «i problemi essenziali», si spinge molto più in là. Si dichiara, per esempio, favorevole al matrimonio dei preti. Aggiunge di non capire per quali motivi si debba continuare a vietare alle donne l’ammissione al sacerdozio. Si schiera infine per il riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali. Per la comunità cattolica, rispettosa dei dogmi, si tratta di vere e proprie stilettate.In questa nuova raccolta di meditazioni, un centinaio di pagine redatte con l’aiuto del sociologo Frédéric Leonoir (con il quale aveva già firmato Memorie di un credente e Fraternità), il fondatore di Emmaus affronta senza paura e senza tabù i temi più scottanti del dibattito. «Ho sentito che, per essere pienamente soddisfatto, il desiderio sessuale ha bisogno di esprimersi in una relazione amorosa, tenera, conciliante. Ora, una simile relazione mi era preclusa dalla scelta di vita che avevo fatto: non potevo dunque far altro che rendere infelici delle donne, ed espormi io stesso alla lacerazione della scelta fra due tipi di vita inconciliabili», scrive. E ancora: «Sono convinto che debbano esistere nella Chiesa sia dei preti sposati che dei preti celibi, capaci di consacrarsi interamente alla preghiera e agli altri. Per quanto riguarda l’ordinamento femminile, non ho mai capito perché Giovanni Paolo II e il cardinale Ratzinger abbiano espresso il loro divieto in proposito. Il principale argomento presentato è che Gesù non ha voluto nessuna donna fra gli Apostoli: ma questo argomento non ha nulla di teologico e sconfina semmai nella sociologia». A proposito del matrimonio fra omosessuali, l’Abbè Pierre — che ha avuto a lungo come segretario padre Jacques Perotti, fondatore dell’associazione di omosessuali cristiani ‘David et Jonathan’ — preferisce parlare di «alleanza» anzichè di «matrimonio», termine «troppo radicato nella coscienza collettiva come unione tra una donna e un uomo». Infine, a proposito del pontificato di Benedetto XVI, osserva che non si stupirebbe se il successore di Giovanni Paolo II adottasse due misure ‘liberali’: permettere ai divorziati risposati di fare la comunione e ordinare sacerdoti degli uomini sposati che hanno già allevato i loro figli. «Questo permetterebbe senza dubbio alla Chiesa di risolvere in parte il problema attuale della crisi di vocazioni. In compenso — aggiunge l’ex cappuccino — ritengo che il papa non cambierà parere sull’accesso delle donne al sacerdozio e sulla condanna dell’omosessualità». Coraggioso, imprevedibile, discusso a volte per l’intransigenza della sua libertà di spirito, l’Abbé Pierre è stato criticato recentemente per aver messo in discussione la vera natura dei rapporti fra Gesù e Maria Maddalena: secondo lui «non c’è nessun argomento teologico serio per escludere che Gesù abbia conosciuto un’esperienza sessuale. Del resto, che questa esperienza ci sia stata o no, nulla cambia per la fede cristiana». |