ALLARME A SAN DONATO
 
Tentato rapimento,
ci sono gli identikit
Blitz nei campi nomadi
 
Controllate 20 persone, con confronti all'americana. Gli inquirenti non escludono però che petesse trattarsi di un semplice tentativo di rapina. La 22enne stava passeggiando con la figlioletta di 4 mesi in braccio. Sono state salvate dal loro cane che ha morso uno dei due bruti.

BOLOGNA, 22 APRILE 2006 - Gli inquirenti stanno lavorando alacremente per cercare di dare un volto ai nomadi che, dal racconto di una giovane madre, avrebbero tentato di rapirle la figlia di 4 mesi. Le indagini sono dirette anche ai pronto soccorso dove uno dei due zingari avrebbe potuto farsi medicare dopo aver ricevuto un morso dal cane della donna.

Lei, 22 anni, è certa: i due uomini che l’hanno aggredita volevano la bambina. Uno dei due sconosciuti ha afferrata per le gambe la piccola mentre la mamma la tratteneva disperatamente contro il proprio petto. Solo l’intervento del cane Tyson, che ha azzannato a un polpaccio l’aggressore, ha riscritto il finale di una storia che era destinata a finire male.

Ha solo quattro mesi Maria ed è l’unica figlia di una giovane coppia di campani. Giulio, 28 anni, viene da San Giorgio a Cremano, lavora come mulettista alla Fiera ed è arrivato sotto le Due Torri oltre quattro anni fa; Anna l’ha raggiunto dopo due anni ed è una parrucchiera. Quello che è capitato loro ricalca il canovaccio di una vecchia ‘leggenda metropolitana’: nomadi che rapiscono i bambini. Ora tocca alle indagini della Squadra mobile, coordinate dal pm Antonio Rustico, dare un volto a quei due uomini svaniti nel nulla e capire le ragioni di quanto avvenuto.

L’incubo si materializza giovedì mattina, verso le 10, in via della Campagna, nel vecchio villaggio dei ferrovieri in zona San Donato, un’oasi di verde delimitata dall’intersezione di tre binari. Anna sta passeggiando nel parco a pochi metri dal palazzo in cui abita. La piccola sta in braccio alla mamma, il cane Tyson, un American Stafford di 18 mesi, scorrazza fra le piante. Due uomini arrivano da dietro: Anna li descriverà alla polizia come nomadi, uno sui 25 anni, l’altro sui 40. Il più giovane l’afferra per le spalle, l’altro prende le gambe della bambina e inizia a tirare. Anna è paralizzata dal terrore, ma ha la forza di resistere; l’uomo cerca di aprirle le mani ma arriva, provvidenziale, l’intervento di Tyson. Prima ringhia e poi azzanna il più anziano a un polpaccio. E’ abbastanza per convincere i due a desistere. Scappano a piedi, racconta Anna, verso il sottopasso pedonale che sbuca su via Emanuel.

La prima reazione della mamma sconvolta è un sms al marito: «Chiamami subito, è urgente». Sarà Giulio, appena sentito il racconto della moglie, a telefonare al 113. Arrivano le ‘volanti’, iniziano i rilievi e si cercano testimoni, ma dalle finestre dei palazzi che costeggiano il parco nessuno ha visto nulla. A un paio di metri dal portone di casa della famiglia viene ritrovata la catenina della mamma: manca il ciondolo con l’immagine di Padre Pio. Può essere stato un tentativo di rapina? «Quella catenina non vale nulla — fa notare Anna —, forse si era rotta nella concitazione e mi è caduta dopo, tornando nel palazzo».C’è un prologo inquietante alla denuncia della ragazza: la mattina precedente lo stesso uomo sui quarant’anni l’aveva fisssata a lungo all’interno della Coop San Donato, dove era andata a fare la spesa con la bambina, e dopo essere rincasata a piedi l’aveva ritrovato sotto il palazzo. «Pensavamo a un maniaco — racconta la coppia —. Abbiamo anche chiamato la polizia, ma qui non si è visto nessuno». Le immagini delle telecamere del supermercato sono state acquisite dagli investigatori, ma ieri sono risultate inutilizzabili. Tra le centinaia di foto segnaletiche mostrate ad Anna ce n’è una di un ragazzo nomade, dalla donna giudicato molto somigliante al più giovane dei due aggressori. E’ questa una delle piste seguite dalle indagini, ma non l’unica. Anna e Giulio non hanno precedenti. Hanno solo un’utilitaria ammaccata e una figlia bellissima che proprio giovedì ha compiuto quattro mesi.