LE INTERCETTAZIONI
 
Il principe: 'Sono potente, non credevo...'
 
I rapporti di Vittorio Emanuele con i politici e i vertici istituzionali del Paese

CONVERSAZIONE del 12 maggio 2005 tra il principe Vittorio Emanuele di Savoia (V.E.) e il suo segretario Gian Nicolino Narducci (G.). Secondo la procura Savoia rimarca, «con toni che non ammettono replica, la rilevanza dell’influenza che esercita in Italia.
V.E.: io adesso sono diventato molto potente, ma molto, in Italia, molto più di quello che credevo. Adesso faccio il culo a tutti: o si fila come dico io o niente
E sui rapporti politici e istituzionali
V.E.: (...) senta, bisognerebbe telefonare per vedere se c’ho tempo... lunedì io son libero tutta la giornata, devo fare un salto in Vaticano
G.: sì.
V.E.: allora, o lei mi trova una pucchiacca o mi trova una suora. Insomma a scelta
G .: guardi, altezza reale io li, io, tutte e due e giochiamo in tre (ride)
VE.: si, perché Nanni Moccia non c'è
G .: e dov’è?
V.E.: uhm, è ... in Kenia
G.: allora telefono subito a Sandonà. Sandonà a Roma gliela trova subito. Ecco lei, ecco lei a Roma fino a quando rimane?
V.E.: io rientro mercoledì. Martedì alle sei sono dal Presidente
G.: magnifico
V.E.: Pertini
G.: magnifico! Pertini?
V.E.: sa che me l'ha dato subito, la, la l’udienza? Ha detto: ‘Ma con gran piacere!’ E poi, senta, beh e di quello... il Presidente, ehm, del, del Senato, Pera
G .: Pera, Pera, Pera, Pera, Pera
V.E.: Pera, ma io avevo qua, dei piccoli segreti con lui che non posso dire
G.: Pera è un signore
V.E.: ma non puttane eh, dei veri segreti (ride). Ci siamo intesi al telefono prima
G.: non pucchiacchiere (ride)
V.E.: no no, prima di conoscere. E’ un segreto tra lui e me, giurato, dunque
G.: e così e così deve e così deve rimanere!
V.E.: no! Si, per la storia del rientro! a (tossisce) cosa è succe... ho detto a Laura di, di chiamare il Senato
G.: uhm, uhm.
V.E. Ha parlato con la segretaria, ha detto che io volevo parlare con il presidente. Me l'ha passato subito!
G.: è molto gentile
V.E.: ‘ma che piacere! Adesso, guardi, la richiamo perché devo vedere il mio calendario’. Dopo mezz’ora avevam fissato l’appuntamento
G.: eehh, e ma è gentilissimo questo. Sono persone di al... di buon live...
V.E.: ma tutti son gentili, sa?
G .: sono persone mol... di buon rango
V.E.: si, ma anche Veltroni!
G.: anche Ve.... Veltroni è un comunista, però è molto intelligente, eh?
V.E.: si, e infatti!
G.: è molto molto...
V.E.: e infatti mi aspetta con tutte le pompe in Campidoglio
G.: eh, questo mi fa piacere. Mi fa piacere perché
V.E.: sì
G.: è un... è una cosa bella che lei vada in Campidoglio!

DUE INTERCETTAZIONI ricostruiscono la vicenda delle autorizzazioni che i monopoli di Stato dovevano rilasciare a uno dei componenti l’associazione a delinquere, di cui faceva parte anche Vittorio Emanuele. Le conversazioni sono tra il consulente d’impresa Achille De Luca (A.) e la dirigente dei monopoli, Anna Maria Barbarito (A.M.).
Subito dopo il giudice riporta nel provvedimento una chiacchierata tra lo stesso De Luca e Vittorio Emanuele di Savoia (V.E).
A.M.: si può fare una cosa da 500, un primo slot da 500. Se ne possono chiedere altri, compatibilmente con il mercato e pare che tutto vada bene
A.: Quindi chiederebbe 500?Poco dopo De Luca stesso invita la Barbarita ad un incontro personale con il principe Vittorio Emanuele
A.:Mi faccio l’obbligo e il piacere di avervi a pranzo con noi per quella vicenda lì Secondo i magistrati se non ci fosse stata la sponsorizzazione di Vittorio Emanuele, la vicenda non si sarebbe conclusa positivamente. In tal senso, secondo il giudice, nella trascrizione numero 1613, De Luca ragguaglia il principe di Savoia circa il fatto di avere invitato le persone del Monopolio a cena
V.E.: mi interesserebbe molto di aver qualcosa, ancora da Roma
A.: certo, perché la prima volta noi non abbiamo beccato niente, hanno beccato tutto i politici e a noi è rimasta la bocca asciutta In un’altra intercettazione l’imprenditore Ugo Bonazza (U.) chiede a Vittorio Emanuele di agevolare Rocco Migliardi (R.), titolare della società di noleggio videogiochi.
U.: l’affare legato al gioco d’azzardo attraverso i nulla osta emessi dai Monopoli è un grosso business da tre milioni di euroLa tangente e i favori ai funzionari dei Monopoli di Stato fu fatta dal faccendiere Achille De Luca «in modo volutamente equivoco e con ‘fumus meridional’.
In sostanza, spiega lo stesso De Luca a Vittorio Emanuele, «ho detto loro che sarei stato generoso».
L’espressione è contenuta in un fax in cui De Luca spiega lo stato felice delle trattative con i funzionari da corrompere. Infatti, il faccendiere informa Ugo Bonazza e il principe di aver concluso l’iter per la definizione delle tue pratiche bloccate nelle mani di alti responsabili di Trastevere, quartiere romano dove hanno sede i Monopoli.

«Ho usato — aggiunge — la stessa espressione di V.E.. Valuta tu in piena coscienza cosa puoi anticipare ora, e saldare i primi della prossima settimana, a questi due ‘amici’. Attendo tue istruzioni», conclude, indicando il numero di fax da usare per la risposta