CALCIO MARCIO
 
Berlusconi: 'State tranquilli il Milan non sarà penalizzato'
 

Milano, 23 giugno 2006 - IL MILAN NON ha mai avuto alcun vantaggio sul campo, anche nel deferimento c'è soltanto un'ipotesi di una responsabilità oggettiva. Così Silvio Berlusconi commenta, durante uno speciale 'Porta a porta' sul referendum, il deferimento a carico del Milan.

"Un fatto assolutamente marginale, la realtà è lì a dimostrarlo", dice il presidente della squadra rossonera. "Altro che sistema Milan - dice Berlusconi -. Che sistema sarebbe quello per cui il Milan doveva sempre far vincere la Juve - aggiunge -. Non c'è nessuna possibilità che il Milan possa uscire da questa storia con responsabilità che non ha. Io non mi aspetto neanche la responsabilità oggettiva per una frase detta da qualcuno che non è neanche tesserato del Milan. Ci sono le leggi, si devono applicare nei confronti di chi ha commesso illeciti. Se si applicano a tutta la squadra si penalizzano i tifosi. È necessaria una giusta severità nei confronti dei protagonisti, minor severità nei confronti dei tifosi" conlcude il Cavaliere.

Sono ore di piombo fuso. In una Milano sfatta nella calura africana, nell’incongrua gioia a caroselli d’auto e bandiere per l’Italia che spezza le reni alla Cekia, Adriano Galliani apprende del deferimento del Milan: non che non se l’aspettasse, ma quando la carta canta fa sempre il suo effetto.

La reazione, silente, è immediata, da uomo d’azione quale Galliani è e resta, nella buona e nella cattiva sorte: da via Turati, dove s’assiepa qualche tifoso (e molti giornalisti) Galliani va a conferire col legale rossonero Cantamessa. Un minivertice segreto, circostanziato, spostato logisticamente in un locale in zona Castello per una cena frettolosa, più che mai di lavoro.

Galliani stringe i denti, il Milan è nell’occhio del ciclone, 'ma ne verremo fuori' sembra dire l’Adriano, con i modi e con lo stile inconfondibile, aperto e cordiale, che siamo abituati a riconoscergli. Certo, ieri è stata una giornata dura, una giornata in cui il silenzio dei protagonisti, in attesa del processo sportivo, ha tutte le giustificazioni del caso. E le battaglie più importanti, spesso, non fanno rumore. Anche le dimissioni dalla Lega Calcio hanno il frastuono del silenzio.

Le reazioni non si fanno attendere. Un grande ex milanista più volte invocato dai tifosi, Gianni Rivera, non è affatto sorpreso. 'I giornali avevano ampiamente anticipato il materiale sul quale lavoravano i giudici sportivi - ha commentato -. Quindi ero preparato ai deferimenti. Certo che mi spiace per il Milan. Fa male vedere che il calcio si è ridotto in questo stato. Le quattro squadre implicate sono tra le grandi. E quindi fa doppiamente male. Leggere le intercettazioni, mi ha creato turbamento. A volte non sapevo se ridere o piangere. Mai, durante la mia carriera, mi erano successe queste cose. Cambiare il calcio malato. Certo che si può! Basta mettere gente per bene nei posti di comando e far rispettare le regole che già ci sono".Infine Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano: "Credo che in questo caso si sia proceduto celermente. C’è la volontà di fare chiarezza ed è importante individuare gli inquinatori del calcio". La speranza implicita del Penati-rossonero è che il Milan esca pulito dall’occhio del ciclone.

di DANIELE CERVINOe MATTIA TODISCO