MONDIALI & POLEMICHE
 
Italiani parassiti, 'der Spiegel' si scusa
Cannavaro: 'Mi sento offeso dagli stereotipi'
 
La rivista tedesca ha ammesso la gaffe. Anche Nesta sull'argomento: 'Ma quali parassiti, siamo un popolo di lavoratori'

Duisburg, 28 giugno 2006 - Der Spiegel si scusa con l'Italia. Dopo aver cancellato gia' ieri il termine 'parassiti' usato in un suo articolo sulla versione on line a proposito degli italiani, la rivista tedesca ha ammesso la gaffe. ''L'articolo di ieri ha superato in alcuni punti i limiti del buon gusto - scrive Der Spiegel on line - La Direzione si scusa per il fatto che il testo sia stato pubblicato senza correzioni redazionali''.

Lo Spiegel è tornato sui suoi passi, dopo le critiche seguite alla pubblicazione sul sito del settimanale tedesco di un commento di Achim Achilles sugli italiani "parassitari". E così alla fine dell'articolo compare adesso la seguente nota in italiano e tedesco: "Nella prima versione di questo testo satirico gli uomini italiani sono stati definiti come "forme di vita parassitaria".

Lo spunto lo aveva dato il rigore generosamente concesso ieri al 95' contro l'Australia, rimediato da Fabio Grosso e trasformato da Francesco Totti. L'editorialista Achim Achilles paragona i nostri calciatori ai tanti italiani che incontra in vacanza sull'Adriatico: "forme di vita parassitarie", scrive, mammoni che sfruttano le donne e non sanno fare altro che lagnarsi. Il testo è corredato da una foto, Totti che fa l'ormai famoso gesto del 'ciucciotto'. La didascalia recita: "Totti si succhia il pollice: è normale negli uomini italiani".

"Il tipico uomo italiano, chiamiamolo Luigi, è continuamente impegnato a mostrare la propria impotenza. L'obiettivo di vita prioritario di Luigi è evitare ogni sforzo. In questo lo aiuta la 'Mamma', che gli lava i calzini di mezza seta e gli cucina ogni giorno la pasta con un sugo denso. Quando ha all'incirca trent'anni, l'uomo italiano cambia la cuoca. Si sposa per riprodursi. Le conseguenze sono terribili: un'ex bella e radiosa ragazza italiana si trasforma nel giro di pochi mesi in una macchina da cucina dai fianchi larghi - una nuova mamma". Achilles commenta poi gli effetti dell'"italiano medio" nello sport, "come ognuno può vedere ogni anni milioni di volte sulle spiagge dell'Adriatico. Ha bisogno di ore per ungere d'olio il suo corpo esile e la sua chioma e per infilare i suoi poco spettacolari attributi virili in un costume di gran lunga troppo stretto. Poi se ne va tutto impettito per ore, per giocare alla fine cinque minuti sulla spiaggia. Poiché si esaurisce subito, gli basta il più lieve contatto dell'avversario per cadere a terra in modo melodrammatico. E mentre cade lancia un'occhiata in giro per vedere se nel pubblico ci sono sufficienti persone, soprattutto donne, che possano compatirlo e tirarlo su. Le languide occhiate alle turiste tedesche sono il fondamento di vita dell'uomo italiano".

Alla fine Achilles spiega che questo è davvero successo, durante la partita con l'Australia, con Grosso che cade in area e Totti che segna il rigore, e conclude: "Venerdì saranno i taglialegna dell'Ucraina ad essere oliati e impiastrati. Così gli italiani arriveranno di nuovo fino alla semifinale. Ma poi, cari Luigi, non è sempre domenica. Noi abbiamo ancora un paio di conti aperti dall'ultima vacanza italiana".

LA REPLICA DI NESTA

''Italiani parassiti? No, italiani lavoratori''. Cosi' Alessandro Nesta risponde a uno dei tanti epiteti negativi attribuiti dalla stampa estera all' indomani della sofferta vittoria con l' Australia. L' aggettivo era stato usato dall' edizione on line del tedesco 'Der Spiegel'. ''Gli italiani sono andati in tutto il mondo ed hanno portato la loro esperienza - ha replicato Nesta, nella conferenza stampa di Casa azzurri -. Dalla moda alla ristorazione, siamo un popolo di lavoratori. Ci criticano per come siamo, pero' poi vogliono vestire e mangiare come noi. C' e' un po' di invidia ...''.

CANNAVARO E' OFFESO

''Mi sento offeso come italiano questi stereotipi fanno parte di una cultura vecchia e abusata''. Il capitano Fabio Cannavaro risponde cosi' alle critiche dei giornali tedeschi alla nazionale italiana.