Roma, 10 agosto 2006 - L'inflazione a livello tendenziale dovrebbe collocarsi al 2,3% nel 2006 contro 2,1% stimato ad aprile scorso. Per poi scendere al 2,1% nel 2007 e ulteriormente all'1,9% nel 2008.
È quanto emerge dai risultati della Survey of Professional Forecasters per il terzo trimestre 2006 contenuti nel bollettino mensile di agosto della Bce.
Tali aspettative, si sottolinea, «risentono largamente dell'andamento dei corsi petroliferi e del programmato aumento dell'Iva tedesca nel gennaio 2007».
I corsi petroliferi, si osserva, «sono considerati una principale fonte di rischio al rialzo, soprattutto nel 2006 e nel 2007, anche in considerazione di una possibile maggiore trasmissione ai prezzi interni.
Il loro impatto potrebbe tuttavia essere parzialmente compensato da un tasso di cambio dell'euro più stabile e da un rallentamento della crescita».
PIL IN RIALZO
La Bce rivede al rialzo le aspettative per la crescita del pil nell'area dell'euro nel 2006 sono state riviste al rialzo di 0,1%, e portate al 2,2%.
Per il 2007 e il per il 2008 si prevede, invece, che la crescita del pil in termini reali diminuisca lievemente all'1,8% e al 2% per effetto principalmente di corsi petroliferi elevati e di un rallentamento dell'economia mondiale.
Questa revisione al rialzo, si sottolinea, «riflette principalmente percezioni di un contesto esterno più positivo che dovrebbe sostenere le esportazioni e la domanda interna, soprattutto i consumi privati e gli investimenti».
Secondo diversi intervistati, si sottolinea, «la crescita dei consumi privati dovrebbe altresì essere favorita dal miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro, dagli effetti dei campionati mondiali di calcio e anche, in parte, dall'anticipo di spesa che dovrebbe verificarsi nel 2006 in previsione dell'aumento dell'iva in Germania, progammato per gennaio 2007».
ATTENZIONE AI CONTI PUBBLICI
"E' di importanza cruciale che i governi dei paesi dell'area dell'euro evitino politiche procicliche e accelerino il ritmo di risanamento dei conti pubblici" ribadisce la Bce nel suo ultimo bollettino mensile.
Gli obiettivi di bilancio per quest'anno "non sono particolarmente ambiziosi", si legge, mentre è opportuno "trarre pieno beneficio dal contesto economico", con Eurolandia orientata alla crescita "al fine di anticipare l'adeguamento strutturale necessario ad un rientro duraturo dei disavanzi eccessivi".
I paesi dell'eurozona, avverte la Bce, devono prepararsi ai "gravi problemi demografici" che peseranno sulle loro finanze pubbliche, con l'invecchiamento della popolazione.