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LA TREGUA IN PERICOLO

Kofi Annan condanna i raid
Israele: 'Ne faremo altri'
E Beirut 'frena' gli Hezbollah

Il segretario dell'Onu parla di violazione del cessate il fuoco, Olmert replica: 'E' nostro diritto impedire il riarmo di Hezbollah finché le forze Unifil non saranno dispiegate'

LA TREGUA IN PERICOLO GERUSALEMME, 20 agosto 2006 - Israele ha affermato oggi che proseguirà i suoi raid in Libano per impedire il riarmo di Hezbollah, all'indomani di una incursione delle sue truppe nella valle della Bekaa, condannata dal segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan (nella foto) come una "violazione" del cessate il fuoco in vigore dallo scorso lunedì nella regione.

Anche il governo libanese ha condannato il raid israeliano di ieri, definendolo una "flagrante violazione" della tregua imposta dalla risoluzione Onu 1701. Beirut ha anche minacciato di sospendere il dispiegamento del suo esercito nel sud del Libano, come previsto dalla stessa risoluzione 1701.
Ma Israele ha detto che è suo diritto impedire il riarmo di Hezbollah, fino a quando le truppe libanesi e i caschi blu dell'Onu non saranno dispiegati sul terreno. Il premier israeliano Ehud Olmert ha difeso il raid - in cui ha perso la vita un ufficiale israeliano - nel corso di una telefonata con Kofi Annan.

Il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Mark Regev, ha detto che i militari hanno agito sulla base di specifiche informazioni che riportavano un trasferimento di armi provenienti dalla Siria ai miliziani sciiti di Hezbollah.
E oggi il ministro dell'Ambiente Gideon Ezra ha dichiarato alla radio pubblica israeliana che operazioni militari di questo tipo saranno eseguite "fino a quando l'esercito libanese e la forza internazionale non saranno dispiegate (nel sud del Libano)".

Un portavoce dell'esercito ha spiegato chiaramente che "in assenza di un sistema di controllo alla frontiera (tra la Siria e il Libano) Israele continuerà a operare per impedire il trasferimento di armi a Hezbollah".

Il raid di ieri è stato condotto nel villaggio di Bodai, a ovest della città di Baalbek, a un centinaio di chilometri a nord del confine israeliano. L'esercito ha detto che l'operazione è stata eseguita con successo, nonostante la morte di un ufficiale e il ferimento di altri due soldati. Secondo Israele non c'è stata alcuna violazione del cessate il fuoco, poiché la risoluzione 1701 impone anche il disarmo di Hezbollah.

La radio pubblica israeliana ha anche avanzato un'altra ipotesi, secondo cui il commando elitrasportato nella valle della Bekaa avrebbe dovuto in realtà liberare i due soldati sequestrati da Hezbollah il 12 luglio scorso, episodio questo all'origine del conflitto durato 34 giorni, e costato la vita a oltre mille persone in Libano e a più di 150 in Israele.

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