Beirut, 20 agosto 2006 - Il ministro della Difesa libanese Elias Murr (nella foto) ha detto che una possibile ripresa di attacchi missilistici contro Israele sarà considerata dal governo come una «violazione» della tregua sancita dalla risoluzione 1701 dell'Onu e, di conseguenza, sarà giudicata come un atto di «tradimento».
I responsabili, ha ammonito il ministro, saranno arrestati e processati da tribunali militari.
L'avvertimento del ministro della Difesa è suonato come rivolto proprio ai guerriglieri filo-iraniani: «Qualsiasi violazione della tregua, qualunque razzo che offrisse a Israele il pretesto per colpirci, trasformandosi in un beneficio per gli israeliani, sarà trattato con estrema durezza», ha messo in guardia Murr durante una conferenza stampa.
«Le Forze Armate sulla questione saranno severissime. Sarà considerata alla stregua di una diretta collaborazione con il nemico. I responsabili saranno pertanto arrestati e rinviati alla corte marziale per esserne processati».
Murr ha anche sottolineato che l'Esercito regolare controlla ormai la zona a ridosso della frontiera con la Siria, e che non esiterà a contrastare con la forza eventuali traffici clandestini di armi attraverso il confine, addotti ufficialmente dallo Stato ebraico quale giustificazione per il raid in territorio libanese di due notti fa.
"Non ci sarà alcuna flessibilità su questo punto», ha enfatizzato ancora il ministro della Difesa, il quale si è detto peraltro convinto che i miliziani del Partito di Dio rispetteranno la cessazione delle ostilità intimata dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu.