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BUFERA SULL'ISLAM RADICALE

L'Ucoii: 'Israele come Hitler'
E Amato convoca la Consulta

Condanne unanimi al manifesto che accosta Israele ai nazisti. Il ministro convoca la Consulta islamica

BUFERA SULL'ISLAM RADICALE Roma, 21 agosto 2006 - L’aver paragonato, con un annuncio a pagamento su questo giornale, gli israeliani ai nazisti ha assicurato all’Unione delle comunità istamiche in Italia (Ucoii) il biasimo dell’intero arco parlamentare.

Parte della Cdl si è resa conto dell’errore fatto dall’allora ministro dell’Interno Pisanu ad inserire l’Ucoi nella Consulta per l’Islam italiano da lui costituita presso il Viminale nel novembre 2005. E il suo successore, Giuliano Amato, ha fatto informalmente sapere che si farà carico del problema. Anche perché l’Ucoii non sta facendo nulla per ammorbidire la propria posizione.

'Tutti questi signori che oggi si sentono offesi, dovevamo offendersi davanti alle tante vite umane sacrificate», dice il presidente Mohamed Nour Dachan. «Sono solo reazioni scomposte, come accade ogni volta che si critica la politica di Israele», dice il segretario, Roberto Hamza Picardo.
Per la verità, tra le reazioni scomposte c’è anche quella del rappresentante della Lega musulmana, che come l’Ucoii fa parte della Consulta per l’Islam. Dice infatti Mario Scialoja che «non può essere negato che Israele abbia risposto alle provocazioni di Hezbollah con rappresaglie esagerate», ma il paragone col Terzo Reich è «inammissibile, assurdo e vergognoso». Non sorprendente, però.
Dal momento che, come ricorda lo stesso Scialoja, «l’Ucoii rappresenta la politica e il pensiero dei Fratelli Musulmani, che non riconoscono lo Stato di Israele». E così la pensano anche diversi altri membri della Consulta, come la presidente delle donne marocchine in Italia, Souad Sbai.

Sul fronte politico, la condanna è unanime. «E’ un paragone vergognoso e assolutamente inaccettabile e che getta solo discredito su chi vi ricorre», ha commentato il leader dei Ds Piero Fassino. Per poi rassicurare le comunità ebraiche: «Punto irrinunciabile dell’iniziativa del governo e del ministro D’Alema è che la sicurezza e il diritto all’esistenza di Israele non sono minimamente in discussione».

E persino il Pdci, partito che sotto elezioni ha avuto il gradimento dell’Ucoii, prende le distanze. «Siamo contrari a chi semina odio», dice Marco Rizzo. Il quale, però, ritiene che quell’odio sia «anche frutto dei conflitti e dello strapotere unipolare sul mondo».
In sostanza, sarebbe la logica conseguenza della politica stratunitense e israeliana. Rizzo a parte, nessuna ambiguità. Il presidente del Senato, Marini, parla di «giudizi inaccettabili».

Secondo il ministro Mastella quella dell’Ucoii è un’iniziativa «che fomenta l’odio», si tratta di «un’inutile provocazione da parte dell’Unione delle comunità islamiche». Al contempo il Guardasigilli critica la scelta (da parte di questo giornale), di pubblicare il loro manifesto: «Bisogna aprire una riflessione sui contenuti delle inserzioni a pagamento».
Condanne per l’accostamento Israele-nazisti fatto dall’Ucoii vengono anche da Sdi, Verdi, Idv e via elencando. All’appello manca Rifondazione, ma dev’essere solo il frutto di una disattenzione estiva.
Naturalmente, i rappresentanti della comunità ebraica italiana sono insorti. Pacifici dice che «non basterebbe un intero giornale ad elencare le stragi fatte dal mondo arabo» contro gli ebrei. E Luzzatto chiama in causa Giuliano Amato in quanto presidente della Consulta di cui l’Ucoii fa ancora parte. Ancora per poco, fanno capire al Viminale.
Una sostanziale richiesta di estromissione dell’Ucoii viene anche dal partito di cui Pisanu fa parte: Forza Italia. «Dopo questo proclama delirante di stampo razzista, consideriamo che l’Ucoii non possa sedere nella Consulta islamica», dice Isabella Bertolini. E il leghista Borghezio concorda: «L’Ucoii va espulsa dalla Consulta».

Toni assai duri anche dall’Udc. D’Onofrio prefigura il carcere e parla di «istigazione a delinquere», mentre Giovanardi giudica «intollerabile che si possa impunemente diffondere una così distorta visione delle realtà senza una decisa condanna politica e morale da parte di tutte le forze democratiche italiane». La condanna c’è stata.

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