Roma, 18 ottobre 2006 - Diverese contrastanti le reazioni del mondo politico, dopo l'invito che il premier Romano Prodi ha rivolto alle immigrate musulmane a non «nascondersi» dietro il velo. In un'intervista alla Reuters, il presidente italiano del Consiglio entra nelle polemica che anima la sinistra europea sul velo musulmano e si schiera con il severo ex ministro degli esteri britannico Jack Straw e con Tony Blair, che hanno sottolineato come il velo incarni un valore di «separazione» tra i musulmani e il resto della società.
«Non condivido la posizione di Prodi, perchè rappresenta una semplificazione della complessità di questo problema». Lo ha detto il capogruppo del Prc alla Camera, Gennaro Migliore, commentando l'intervento del premier sull'uso del velo per le donne islamiche. «La dichiarazione del presidente del Consiglio -ha insistito Migliore -non tiene conto della complessità del tema dell'integrazione legato com'è alla possibilità di accedere a servizi pubblici e ai diritti. Io sono contrario al velo se viene imposto ma credo anche che uno stato laico non debba imporre un suo divieto».
Più cauta la reazione di Angelo Bonelli capogruppo dei Verdi alla Camera: «L'invito di Prodi è legittimo, ma non si traduca in un'imposizione a livello legislativo. Piuttosto - dice - serve un'assunzione di responsabilità individuale attraverso l'avvio di un processo culturale laico che porti ad una scelta di questo tipo. Diciamo sì ad un percorso culturale di cambiamento, no ad un'imposizione per legge», conclude.
''Ogni giorno abbiamo le prove che questo governo è islamosuccube''. Lo afferma Angelo Alessandri, della Lega, commentando la vicenda della scuola araba di Milano e le dichiarazioni di Romano Prodi sul velo.''Fioroni, ministro dell'istruzione araba, imita Ponzio Pilato e si lava le mani. Apre la scuola a Milano? Mah, forse, chissà...le tre certezze di questo governo sbaraccato. Interviene a ruota Prodi sul velo islamico: non ci si puo' nascondere il volto. Esattamente quello che la Lega ripete da anni: è umiliante per la donna, segna separazione ed è anche contrario al buonsenso e alla sicurezza. Se Prodi imparasse ad ascoltare la Lega guadagnerebbe tempo, senza arrivare sempre e tremendamente in ritardo. A meno che non sia lui a voler girare integralmente velato: per la finanziaria che ha preparato il suo governo - conclude - dovrebbe davvero girare in incognito, ma per la vergogna''.
La posizione espressa dal presidente del Consiglio Romano Prodi sul velo islamico «indica la via dell'integrazione: il velo non è un simbolo religioso dell'Islam; fa parte della cultura islamica da quando le donne hanno cominciato ad uscire di casa». È quanto ha detto Gianclaudio Bressa, vicepresidente dei deputati dell'Ulivo conversando con i giornalisti a Montecitorio.Secondo l'esponente Dl «l'integrazione è fatta di diritti e di rispetto reciproco tra le culture. La posizione di Prodi - conclude Bressa - è molto interessante perchè cerca di coniugare culture diverse con il rispetto dei diritti repubblicani: e questa è la via dell'integrazione».
"Pur nel pieno rispetto delle religioni e tradizioni culturali degli immigrati che vivono in Italia sulla questione del velo concordo pienamente con quanto espresso dal presidente Prodi". Lo afferma la deputata dell'Italia dei Valori Silvana Mura osservando che "l'Italia è un paese libero e chiunque può fare, dire e vestirsi come meglio crede. Però la legge italiana impedisce di girare a volto coperto e chi vuole vivere in questo paese deve adeguarsi". "Non esprimo giudizi di merito - aggiunge Mura -, ma mi limito ad osservare che lo Stato è laico e le sue leggi sono volte a tutelare i diritti di tutti i cittadini che vi risiedono. Le donne di religione islamica sono libere di usare il velo, ma non quello integrale". "Anche perché se si consente l'uso del velo integrale per motivi religiosi, allora si deve poi consentire alle cittadine musulmane - conclude l'esponente dell'Idv - di apparire velate anche sulle foto dei documenti d'identità e questo creerebbe qualche problema"
-
SCUOLA ARABA Ok da Fioroni
-
RATZINGER Il Papa sul web
Scuola araba, cosa pensi?