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Bologna, 14 gennaio 2007 - Tra le tante voci sul futuro della Fortitudo, ufficiosamente in vendita, ne corre una clamorosa, che chiama in causa anche Alfredo Cazzola. L’attuale presidente del Bologna FC 1909, sarebbe interessato a subentrare a Michele Martinelli nella gestione della Fortitudo.
Condizionale obbligatorio: il passato sportivo di Cazzola è senza dubbio targato Virtus: dieci anni meravigliosi dal ’91 al 2000 che videro la V nera conquistare l’Eurolega ’98, quattro scudetti, due Coppe Italia, una supercoppa, firmando così il periodo virtussino più vincente in assoluto.
E’ chiaro che un salto della barricata di questo genere farebbe molto discutere i tifosi della Virtus che vedrebbero con una certa amarezza il passaggio del ‘loro’ presidentissimo alla sponda rivale. E farebbe discutere anche i tifosi Fortitudo che vedrebbero arrivarsi colui che, per tutti gli Anni Novanta, è stato l’avversario più acerrimo. Sicuramente Cazzola avrà soppesato questi e altri rischi.
Unire il calcio al basket significherebbe creare un forte polo sportivo cittadino che potrebbe dare una spinta anche al progetto Romilia, nel quale è contemplato anche l’avveniristico stadio di Medicina e al quale potrebbe essere unito, forse, anche un palasport da 9mila posti come richiederà l’Eurolega a partire dal 2009. Quel palasport che oggi non c'è. Il PalaDozza è un gioiello, ma fra qualche anno la sua capienza (4.500 posti) non garantirebbe alla Fortitudo la presenza nella più importante competizione europea.
Cazzola, intanto, è impegnato a riportare il Bologna in serie A e lui per primo sa che ogni euro eventualmente speso per garantire un futuro alla Fortitudo, da molti tifosi rossoblù sarebbe considerato un euro sottratto alle esigenze della squadra di calcio. Con l'acquisizione della Fortitudo, però, Cazzola potrebbe diventare un grande industriale dello sport, unendo il Motor Show e il pianeta dell’auto — non è certo un segreto l’idea da parte di Cazzola di rilanciare l’autodromo di Imola che ha appena perduto il Gran Premio di Formula Uno — al calcio e al basket.
Un progetto ambizioso, seducente e allo stesso tempo innovativo, che rischia però di dover superare molti troppi, ostacoli: i più alti, quelli che affondano le radici nella storia e nel sentimento sportivo di una città abituata ormai da sempre a vivere il basket o di qua o di là, o Virtus o Fortitudo.
Non solo: Cazzola non è solo al comando del Bologna. Con lui sono partiti per la nuova avventura due soci del calibro di Bandiera e Menarini che potrebbero cadere dalle nuvole di fronte all’allargamento del progetto sportivo e industriale che i tre, insieme, hanno concordato e presentato.
La voce che dà per imminente il rientro di Cazzola nel mondo del basket è nata da quando in città si sa che Michele Martinelli, primo presidente della Fortitudo del dopo Seragnoli, è disposto ad abbandonare un progetto che all’inizio sembrava una bella scommessa da vincere, mentre ora assomiglia più a un’esperienza dalla quale uscire al più presto. Per togliere il disturbo, Martinelli aspetta un’offerta da due milioni.