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CAMPIONI AGLI OPPOSTI

Camoranesi snobba il Mondiale:
'Mi è toccato giocare in azzurro'
Matrix: 'Fiero di essere italiano'

Intervistato dal giornale argentino "Ole'" il bianconero sputa nel piatto dove mangia: "Mi sento molto più argentino io di tanti che giocano nella nazionale di Buenos Aires. Da tre anni in Italia mi rompono le scatole perchè non canto l'inno". Al contrario Marco Materazzi esalta il suo orgoglio nazionale e confida: "Aspetto ancora le scuse di Zidane"

CAMPIONI AGLI OPPOSTI Buenos Aires, 1 marzo 2007 - "Ho vissuto nel mio Paese fino a 21 anni. Sono in Italia da cinque, non e' molto. Ebbene si', mi e' toccato rappresentarla in un Mondiale, ma io sono piu' argentino di molti che attualmente giocano nella Seleccion".

Mauro German Camoranesi parla di un po' di tutto in un'intervista a "Ole'", dalla scelta di indossare la maglia azzurra alla Juventus che lo ha obbligato a rimanere, da calciopoli ai giornalisti italiani, cui non risparmia pesanti accuse: "E' da tre anni che mi rompono le p...con la storia dell'inno italiano. Se canto l'inno, perche' non lo canto, mi fanno la classica domanda per provocarmi. Dio mio, i giornalisti italiani...Le prime volte rispondevo: 'Guardate che da dieci anni non canto l'inno argentino...'. Mi stuzzicano per farmi dire cose che non voglio".

Per Camoranesi le cose sono leggermente cambiate dopo la vittoria del Mondiale: "Si', si', le critiche ci sono sempre, e' logico, perche' altrimenti non avrebbero niente da scrivere. Il primo anno volevano ferirmi, su questo non ho dubbi".

"La nazionale argentina non e' mai stata una priorita' per me - aggiunge il laterale della Juventus -. Sono state dette bugie, ma la verita' e' che Trapattoni mi ha chiamato prima di Bielsa, tutto qui. Non ho mai fatto follie per giocare in Nazionale, pero' sono sicuro che avrei potuto giocare tranquillamente in quella squadra. Del resto, c'erano tanti con i piedi quadrati...O no?".

Dalle stilettate in chiave Nazionale, il discorso scivola sulla Juventus, uscita con le ossa rotte dallo scandalo di calciopoli. Il famoso "sistema Moggi", pero', per Camoranesi non e' mai esistito o comunque "e' poco credibile. Non ho mai creduto a tutte queste storie. Ti assicuro pero' che mi hanno tolto un po' la voglia di giocare. Certo, sono convinto che qualcosina sia accaduta perche' e' stato provato e perche' ci hanno punito. Pero' cosi' ben strutturato da farci vincere il campionato no, ho qualche dubbio. Che vuoi che dica, mi sono rotto di giocare a questi livelli e di pagare le c... che hanno fatto gli altri".

Camoranesi ribadisce di aver chiesto di andar via: "Chiaro, ma non mi hanno lasciato andare. Ero d'accordo con il Lione, ma mi hanno obbligato a restare. Ho 30 anni e sto giocando in B, diciamo che non e' proprio quello che sognavo a questo punto della carriera. C'e' una cosa buona, almeno - conclude Camoranesi -. Abbiamo tutte le domeniche libere...".