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A cura di
Matteo Leonelli
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14/04/2007 21:13
DISTURBATORE TV

Assolto Gabriele Paolini
"Molestie? No, sale l'audience"

Le incursioni dell'uomo, è il senso della motivazione, non solo non sono moleste, ma contribuiscono ad alzare gli indici di ascolto. Lo stesso pm aveva sollecitato l'assoluzione

gabriele paolini Roma, 13 aprile 2007 - Piena assoluzione, in Tribunale, per Gabriele Paolini, il 'disturbatore televisivò processato davanti al giudice Gennaro Forgione per l'accusa di molestie.

A sollecitare l'assoluzione di Paolini che è stato difeso dall'avvocato Massimiliano Kornmuller, era stato anche il pubblico ministero Pierluigi Mazzei, il quale aveva sostenuto che nelle esibizioni nelle trasmissioni Rai stando alle spalle dei telecronisti Paolini ha sempre agito senza dolo e addirittura incrementando l'Auditel.


Al centro del procedimento dove la Rai è stata rappresentata dagli avvocati Marcello Melandri e Astrid Giovannelli, gli interventi di Paolini in 4 tg: uno andato in onda il 25 settembre del 2002, il secondo il 3 novembre del 2002, il terzo nel gennaio 2003 e il quarto nel giugno del 2004.


L'avvocato Melandri aveva chiesto la condanna di Paolini e anche che fosse stabilito il diritto della Rai ad essere risarcita.

Ma il giudica ha accolto le tesi del pubblico ministero rilevando tra l'altro che la Rai non subisce ma provoca le incursioni che creano anzi maggiore ascolto e che le esibizioni di Paolini non recano danno ma beneficio per l'attività dell'ente. Il giudice ha anche sottolineato che i giornalisti dietro i quali si era collocato Paolini neppure si sono querelati in seguito alle 'esibizionì del disturbatore.

 

Le sue ripetute incursioni in tv non solo non sono affatto moleste ma, dati auditel alla mano, contribuiscono ad alzare gli indici di ascolto dei programmi che ospitano i suoi blitz. In ogni caso sono una libera manifestazione del diritto di critica che non reca danno a nessuno, a cominciare dalla Rai.


È questo il senso della motivazione che ha spinto il giudice del tribunale di Roma, Gennaro Francione, ad assolvere, perchè il fatto non costituisce reato, Gabriele Paolini, il 'disturbatorè per eccellenza dei programmi in diretta televisiva, dall'accusa di molestia alle persone con riferimento a tre sue apparizioni, durante i servizi esterni di giornalisti Rai, tra il 2002 e il 2004.

 

Era stato lo stesso pm Gianluca Mazzei a sollecitare in tal senso la conclusione del processo, ritenendo che Paolini utilizzi a suo uso e consumo il mezzo della televisione per portare avanti «battaglie di alto valore, come quelle contro la pedofilia o quella a favore del profilattico».

 

 Tesi in sostanza ripresa dalla difesa di Paolini, rappresentata dall'avvocato Massimiliano Kornmuller, e contestata dal legale di parte civile per conto della Rai, Marcello Melandri, secondo il quale la condotta dell'imputato spesso supera il limite della libertà altrui e merita di essere sanzionata penalmente.


Lunedì Paolini tornerà sul banco degli imputati, davanti ad altro giudice, sempre per una vicenda analoga contestata dalla Rai.

 

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