Fini: "Pronti alla marcia su Roma"
Il leader di An avverte: Quello che è accaduto a Milano sarebbe poca cosa. Così non si può andare avanti. Basta col buonismo fine a se stesso". E anche Esquilinio-Chinatown rischia di esplodere
ROMA, 15 aprile 2007 - ROMA COME Milano. An parte all’attacco del sindaco Veltroni e del governo e agita lo stendardo sicurezza. Fino a minacciare cortei e proteste se non si metterà mano alla diffusa illegalità che regna all’ombra del Cupolone. Per dare voce, attraverso un comitato e anche grazie a un sito (www.romasicura.it) ai romani che voce non hanno.
Parte dall’auditorium della tecnica la crociata di An, in stretto raccordo con il primo cittadino di Milano, Letizia Moratti, videocollegata. Sotto accusa il «buonismo» del sindaco Walter Veltroni, l’indifferenza dell’esecutivo nazionale e un certo modo di «mettere la testa sotto alla sabbia», aggirando i problemi con il semplice trucco di negarli.
QUESTO DICE Fini dal palco dinanzi a una sala gremita e attenta. Questo ribadisce il responsabile del partito per la città, Gianni Alemanno. Parole supportate da una proposta concreta: attuazione totale della legge Bossi-Fini con l’operatività assoluta delle norme sull’espulsione, finora applicate quasi esclusivamente ai reati di terrorismo, in tutti i casi di immigrazione clandestina.
Un testo, quello suggerito da An, che prevede l’introduzione di norme che permettano l’espulsione dalle aree metropolitane anche per i migranti e le persone senza fissa dimora (anche non extracomunitarie) che si siano rese responsabili di gravi reati come lo spaccio di droga, lo sfruttamento della prostituzione, la riduzione in schiavitù o lo sfruttamento dei minori.
Nel progetto della destra c’è pure l’obbligo di iscrizione anagrafica e di possesso della carta d’identità anche con l’introduzione di appositi elenchi anagrafici.
REPRESSIONE ma anche lotta all’emarginazione sociale con la promozione di programmi di edilizia residenziale pubblica e di aree di sosta temporanee per i nomadi. Aree adeguate alle normative europee. Insieme, garanzia nei processi di scolarizzazione dei minori e di formazione professionale, servizi per l’inserimento lavorativo e per l’assistenza sanitaria e sociale.
«Richiamo il governo Prodi ad assumersi le sue responsabilità» ha detto Gianfranco Fini.
«BASTA CON il buonismo fine a se stesso — ha continuato il leader di An — che è icona di una certa sinistra, c’è una parte di questa maggioranza che ritiene che chi delinque sia una sorta di vittima del sistema capitalista». Una battaglia che, secondo Fini, è l’unico argine in grado di frenare l’avanzare, nel nostro Paese, di sentimenti come la xenofobia e il razzismo. C’è milano con la rivolta di Chinatown, sullo sfondo della manifestazione.
C’È LA CONSAPEVOLEZZA che anche a Roma, come in altre città, quartieri quali l’Esquilino sono ai limiti. Non è facile la convivenza e non è facile l’integrazione. A Milano come a Roma. Per questo An chiede che si agisca, suggerisce che buona parte del ‘tesoretto’ di cui tanto si parla in questi giorni venga utilizzato per garantire sicurezza in comuni e città. In ultimo Fini promette: se non ci saranno segnali di cambiamento rispetto al vivere quotidiano in metropoli come Roma «il primo compito del comitato sarà quello di chiamare a raccolta i romani per far sentire la loro voce».
NON BASTANO, agli esponenti della destra, i dati forniti in questi giorni dal sindaco Veltroni. Alemanno lo accusa di essere un bugiardo: «Nel biennio preso in considerazione dal sindaco, 2004-2005, i delitti denunciati hanno avuto un incremento del 9,61%. Siamo fieri — ha spiegato Alemanno — che siamo indietro per il numero di omicidi ma c’è l’aspetto della criminalità diffusa per il quale il cittadino è vessato».
In sintonia con le posizioni di Fini anche Dino Gasperini dell’Udc mentre da sinistra fioccano le critiche. Cosentino come Cento attaccano duramente il leader di An accusandolo di aver inventato una situazione che a Roma non esiste e di voler «soffiare sul fuoco».
MA LA CAMPAGNA è già partita e Alleanza nazionale promette di far seguire fatti alle parole. Il primo impegno sarà un dossier sui parchi pubblici e le condizioni di degrado, rispetto alla sicurezza, di queste aree.
di Silvia Mastrantonio
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