Quattro medici indagati
per la morte di un gemellino
Il piccolo Edoardo non sopravvisse al fratello Cristiano. Entrambi erano affetti da insufficienza respiratoria: secondo il pm lui non fu curato adeguatamente. L'accusa per i medici è omicidio colposo
Messina, 24 aprile 2007 - Sono quattro i medici indagati per la morte di uno dei gemellini nati al Policlinico di Messina il 20 dicembre del 2005. Il piccolo Edoardo morì due giorni dopo essere venuto alla luce per una grave insufficienza respiratoria.
In sede di conclusione delle indagini preliminari e dopo la perizia di tre consulenti, il sostituto procuratore, Angelo Cavallo, che in un primo tempo aveva indagato 16 medici, ha ristretto il numero dei destinatari del provvedimento ai quattro sanitari che seguirono effettivamente il caso nei due giorni successivi alla nascita, mentre erano in servizio all'Unità di Patologia neonatale e Terapia intensiva del Policlinico.
Per loro l'accusa è di omicidio colposo. Secondo il pm, i medici non avrebbero individuato in tempo l'anomalia che affliggeva il bimbo: insufficienza respiratoria del neonato pre-termine, malattia di cui soffriva anche il fratellino Cristiano, sebbene in forma meno grave. Una serie di omissioni e negligenze fatali per il piccolo nato il 18 dicembre: nonostante i problemi si fossero presentati subito, Edoardo non sarebbe stato assistito adeguatamente.
L'esame per accertare l'insufficienza respiratoria venne eseguito solo alle 23.30 del giorno dopo e il neonato fu intubato all'1.45 del 20. Troppo tardi: morì, infatti, un'ora dopo. I genitori, Giovanni Bombara e Silvana Materia presentarono subito un esposto in procura che fece scattare l'inchiesta.
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