Devastata una coop di 'Libera'
Don Ciotti: "La mafia non ci fermerà"
Distrutto un capannone e rubati molti attrezzi agricoli dell'azienda costruita sui terreni della 'ndrangheta. Il ministro Melandri: "Lo Stato non vi lascerà soli". I giovani: "Andiamo avanti"
GIOIA TAURO (Reggio calabria), 27 aprile 2007 - L'attentato dei vandali è scattato di notte: sono entrati nella sede della cooperativa agricola Valle del Marro, realizzata dall'associazione Libera di don Ciotti su terreni confiscati alla 'ndrangheta, e hanno devastato tutto.
Sono entrati senza troppa difficoltà, forzando il cancello d' ingresso, hanno danneggiato un capannone e hanno portato via parecchi attrezzi agricoli. Poi hanno richiuso il cancello con un lucchetto.
La Valle del Marro è stata fondata dall'associazione Libera nel 2005 da Libera su terreni confiscati alle cosche Piromalli e Mammoliti. Svolge un'intensa attività, coltivando in particolare uliveti e agrumeti.
DON CIOTTI: "NON CI FANNO PAURA"
''Andiamo avanti, senza paura e senza alcuna esitazione, forti anche della presenza dello Stato al nostro fianco''. E' la prima reazione di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, informato da don Pino de Masi dell' attentato.
''Siamo tranquilli - ha aggiunto - il nostro impegno per la legalita' non subira' alcun cedimento''.
I RAGAZZI: "ANDIAMO AVANTI"
''Anche dopo quanto e' accaduto - dicono da parte loro i giovani soci della cooperativa - siamo tranquilli perche' la mafia non ci fa paura''. La volonta' di andare avanti col lavoro è unanime, non si mette in discussione.
''Certo - dice don Pino De Masi, referente di Libera in Calabria - c'e' amarezza, ma i ragazzi restano fortemente motivati. D'altra parte, quando due anni fa e' iniziata la nostra avventura, avevamo messi in conto anche le intimidazioni ed il fatto che adesso si verifichino non ci sorprende''.
Il presidente della coop è Giacomo Zappia, assente in questi giorni perche' impegnato in seminari all' Universita' di Bologna sull' uso sociale dei beni confiscati alla mafia.
''Se la mafia si e' fatta sentire - commenta uno dei dieci soci - è segno che siamo sulla strada giusta. Sono loro ad avere paura di noi e quindi continuiamo il nostro cammino con serenita', confidando anche nella presenza al nostro fianco delle istituzioni, che e' stata immediata. Unendo tutte le forze, possiamo andare avanti tranquilli. I danni che ha subito il capannone li stiamo gia' riparando''.
IL MINISTRO MELANDRI: "LO STATO C'E'"
''La notizia della devastazione mi riempie di grande indignazione - commenta Giovanna Melandri - ma voglio dire ai ragazzi che ci lavorano e a tutti coloro che sostengono questa iniziativa che lo Stato e' al loro fianco e che fara' di tutto per colpire i responsabili di questo gesto infame e per continuare a sostenere il loro impegno quotidiano e la loro attività''.
''Da anni - aggiunge Melandri - l'associazione fondata da don Luigi Ciotti svolge in tante regioni di Italia ferite dalla criminalita' organizzata un lavoro impagabile di cura e rivalutazione produttiva e sociale delle terre confiscate alla mafia, un lavoro che coinvolge moltissimi giovani in tutta Italia, impegnati a rispondere costruttivamente con il proprio impegno spesso volontario alle molte, troppe mafie ancora presenti nel nostro Paese.
"Colpire Libera significa anche tentare di colpire la parte costruttiva della nostra gioventu' - continua la Melandri - che e' impegnata nell'associazionismo, nel volontariato sociale, nei movimenti e che non ha paura di rispondere, con progetti concreti, all'illegalita' diffusa che mortifica molte aree soprattutto del Mezzogiorno d'Italia e che rifiuta la pericolosa idea che con la mafia si possa e si debba ancora convivere. Si tratta di quelle migliaia di ragazze e ragazzi, che si sono ritrovate lo scorso marzo in piazza a Polistena, in occasione della XX giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie e del cui quotidiano impegno e coraggio i giornali parlano poco. Questo tentativo va respinto dalle istituzioni, dalla societa' e dai ragazzi prima di tutto, in nome dell'amore per la liberta' e la giustizia''.
''A don Luigi Ciotti e agli amici della cooperativa agricola Valle del Marro - conclude il ministro - esprimo tutta la mia solidarieta' per l'attentato subito, nella convinzione che con le mafie esista un'unica modalita' di relazione da parte dello Stato e delle istituzioni: la battaglia, lunga, strenua, senza quartiere e senza requie''.
REALACCI: "NON LASCIAMOLI SOLI"
"Quello che è successo alla Cooperativa di Libera è un atto grave e indegno, esprimo tutta la mia solidarietà a Don Ciotti e ai giovani di Gioia Tauro. Questi ragazzi e chi come loro è ogni giorno in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata non deve essere lasciato solo", così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera, commenta la notizia dell`atto di devastazione compiuto nella cooperativa di Libera di Valle del Marro in Calabria.
"L`obiettivo che non si deve mai dimenticare - prosegue Realacci - è quello di tenere sempre alta l`attenzione contro la mafia, a partire dal prezioso lavoro svolto fin qui da Libera sul fronte dei beni confiscati alle organizzazioni mafiose. Il calo di tensione che si è registrato in questi ultimi anni nella lotta alla mafia è, invece, un segnale che va colto con preoccupazione e combattuto con tutte le armi che la politica, le istituzioni, la società civile e i cittadini possono mettere in campo. Il lavoro da fare è sempre tanto e il livello di allerta non può calare in minima misura."
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